Blog Page

ELIO CARTA – SILVIO CARTA

Ci tengo a dire che è davvero un onore per me poter fare la mia prima intervista ad un personaggio così rilevante come Elio Carta, il figlio di un uomo che nel dopo guerra ha avuto la prontezza ed il coraggio di tirar su una delle aziende più significative sul territorio Sardo e trasmettere tutta la sua passione al figlio. Com’è nato questo amore per i prodotti della sua terra?

Preciso che sono semplicemente un uomo che lavora. Come tanti. L’amore per i prodotti è stato spontaneo. Avendo frequentato sin da piccolo il mondo agricolo, con tutte le sue sfumature, istintivamente il cuore ha proseguito per quella strada. La passione arriva quanto ti rendi conto che la natura restituisce rispetto e soddisfazioni quando viene rispettata. Per mio figlio è stato automatico e spontaneo continuare il cammino che ha visto da piccolo.

 

La sua attività viene alla luce intorno la fine degli anni Quaranta coltivando prettamente i vitigni per produrre il Vernaccia, un vino caratteristico delle terre Sarde. Com’è iniziato tutto?


È iniziato subito dopo la guerra. C’era tantissima miseria e tantissimo desiderio di ripartire, di crescere, di dimenticare tutti gli orrori vissuti e la volontà di far stare bene la famiglia. Qui c’era molta richiesta di Vernaccia e quindi ho iniziato a produrre Vernaccia.

 

La fine degli anni settanta fu un periodo di grande crescita e cambiamento per la sua azienda, vuole raccontarci com’è nata l’idea di ampliare il mercato e introdurre altri prodotti oltre al vino?


La fine degli anni 70, per l’esattezza 1981, fu lo spartiacque per la ns. azienda. Il vino Vernaccia ebbe un brusco calo d’interesse in quanto i gusti stavano cambiando rapidamente per cui, dopo varie valutazioni, decidemmo di riconvertire parte dell’azienda per produrre prodotti alcolici.

 

La vostra famiglia fu una delle prime a portare sul mercato i prodotti Biologici, ci parli di questa “ Armonia con la natura”.


L’idea di produrre prodotti biologici nasce da due motivazioni, la prima siccome si trattava di mirto, quindi di un arbusto spontaneo, ripetere semplicemente quanto già la natura ci offre. La seconda era quella di verificare se il mercato avesse interesse per un superalcolico biologico.

 

Tra Vermouth, liquori e distillati avete talmente tanti prodotti a dir poco splendidi che non saprei da cosa iniziare, ma visto il nostro orientamento amaro saremmo entusiasti di sapere qualcosa in più sulla curiosa storia del vostro Amaro Elicriso.

La produzione dell’amaro di Elicriso è frutto dell’amore. Da noi l’Elicriso nasce vicino nella sabbia, per cui quando arrivavo al mare sentivo questo profumo inebriante, di un’intensità infinita e talmente trascinante e coinvolgente da lasciarmi senza parole. Puntualmente mi ripetevo: devo fare qualcosa. E dopo quattro anni di prove è arrivato.

 

Ci parli del prodotto che vi ha dato la gratificazione più importante.

Il prodotto che ci ha maggiormente gratificato è stato il Vermouth in quanto è stato il primo dei prodotti di alta gamma (quindi l‘inizio di una nuova linea e anche di una nuova svolta produttiva) e anche perché ,essendo ottenuto da Vernaccia invecchiata, ha consentito di riproporre la Vernaccia sul mercato. Quest’anno al Vinitaly la Vernaccia di Oristano DOC riserva 2004 Silvio Carta è stato riconosciuto come il miglior vino Italiano.

 

Arrivati a questo punto qual è la prossima vetta da conquistare?

Abbiamo quasi completato la linea di alta gamma per cui la prossima vetta è quella di presentarci in maniera più decisa sul mercato. Notizia di qualche giorno: abbiamo firmato un accordo distributivo con Coca Cola con due Vermouth e quattro Gin. Per il territorio nazionale.

 

Signor Carta, le faccio l’ultima domanda ma non meno importante.
I suoi prodotti si stanno facendo sempre più spazio sulla bottigliera di tanti bar italiani e sempre più Bartender sono incuriositi dai vostri prodotti, avete mai pensato di dar vita ad una Competition?


Sicuramente nel corso del 2019 cercheremo di dare vita a qualche forma di Competition.

 

 

Mary Surgucheva

AMARO SILANO

Calabria

Figline Vegliaturo CS

Quest’oggi il nostro viaggio alla scoperta del panorama degli amari italiani fa tappa in Calabria e più precisamente a Cosenza, dove ha sede una delle più antiche aziende produttrici di liquori della penisola. Terra di grande tradizione liquorista, che ha dato i natali a prodotti ormai rinomati in tutto il territorio nazionale e in alcuni casi anche oltre i confini italiani. Raffaello Bosco fonda la Bosco Liquori nel 1864, fino ad allora i liquori venivano preparati esclusivamente in casa, dove la materia prima raccolta, frutto dell’abbondanza del bacino del mediterraneo, veniva lavorata e distillata per un consumo a carattere prettamente familiare. Grazie alla determinazione e alla passione di Raffaello, nasce la prima ed originale ricetta di Amaro Silano, elisir dal gusto esclusivo e pieno, dalle note armoniose ed autentiche delle preziose erbe del territorio incontaminato dei Monti Calabri. Il successo del pubblico fu immediato, non solo per quanto riguarda l’Amaro Silano, ma anche per un altro prodotto della gamma Bosco Liquori (che attualmente comprende 12 prodotti) , l’Anice, altro grande classico dell’azienda, che ancora oggi viene prodotto. Così come ieri, la freschezza e la qualità delle materie prime è il valore fondante dell’azienda. L’Amaro Silano è un amaro che viene prodotto tramite una lenta macerazione delle erbe aromatiche, tipiche del territorio dei Monti silani, permette di mantenere le proprietà benefiche e digestive della materia prima. Da bere ghiacciato accompagnato da una scorza d’arancia, elemento riconoscibile e presente nel bouquet del liquore.

 

Di seguito i contatti per avere maggiori informazioni sulla Bosco Liquori e i suoi magnifici prodotti:

Bosco Liquori S.R.L.

Tel. +39 0984969582

info@boscoliquori.it

www.boscoliquori.it

 

 

Antonio Tittoni

AMARO ZEROTRENTA

Lombardia

Castegnato BS

Questa è la storia di due Amici: Alessandro Ortogni e Andrea Corezzola, compagni di pallone e di interminabili partite di “cicera bigia” (la normale scopa, immagino) che insieme hanno dato vita ad una bella storia, quella di Amaro Zerotrenta. Alessandro e Andrea ci tengono sempre a ripeterlo che Amaro Zerotrenta nasce dalla loro forte e sincera amicizia, dove la percezione che insieme, ognuno con le proprie attitudini, si sarebbe potuto realizzare un buon progetto c’è sempre stata, ma l’amaro è nato quasi per scherzo tra una mano e l’altra al “tavolo verde”, ma probabilmente il progetto che meglio si adattava loro, e sì perché questi ragazzi oltre ad essere dei grandi consumatori di amari e liquori di svariate (…e dubbie) provenienze durante le loro serate d’azzardo, avevano entrambi le giuste conoscenze per produrre un amaro di grande qualità… Alessandro infatti è laureato in scienze erboristiche con una tesi sui «vini medicinali» e un’erboristeria in quel di Castegnato, perfettamente in simbiosi con il pragmatismo e la visione di Andrea, invece ingegnere ambientale. Così è cominciato il percorso di Amaro Zerotrenta, più precisamente dopo l’unione d’intenti con la ricerca di un’azienda che potesse gestire le loro richieste, Alessandro e Andrea purtroppo devono scontrarsi con un mercato che (in nome del Dio denaro) sconsigliava l’utilizzo di ingredienti naturali o di tecniche particolarmente ardite. Cosi dalla Lombardia ci fu una virata su di una distilleria del Trevigiano (Genziana Srl) nella quale con l’aiuto del Maestro Liquorista Alessandro Carlassare, con la sua professionalità, correttezza, educazione e soprattutto col desiderio di investire su una realtà giovane e sconosciuta, ne è uscito un prodotto che è parso subito ottimo e che potesse tranquillamente inserirsi sui banconi e nelle bottigliere della stragrande maggioranza dei locali (dall’hotel a 5 stelle al bar di periferia) non solo Bresciani ma di tutta la Nazione. Come loro stessi riportano, Amaro Zerotrenta prima ancora che un amaro è l’espressione di un comune modo d’intendere le cose, dove le specifiche competenze, e passione si concretizzano in un amaroche vuole stupire e consolidarsi sempre di più nel mercato nazionale, anche grazie all’intrigante packaging. Nomen omen dicevano e pensavano i Romani, e nell’Amaro Zerotrenta si leggono i gradi alcolici, volutamente contenuti, del liquore, ma nella sua intera espressione l’omaggio a una altrettanto voluta brescianità, che va oltre la scelta di affidare la diretta elaborazione ad una distilleria trevigiana, scelta con attenzione perché capace di ben interpretare la loro ricetta, di rispettare le scelte votate a quanto di meglio sia possibile reperire in tema di qualità degl’ingredienti. Alla base l’Anice Stellato, la Genziana, la Liquirizia e il Rosmarino, che si fondono grazie ad un accorto utilizzo delle presenze zuccherine e alcoliche. Il risultato un amaro moderno, senza pesantezze o tratti estremi, che si esprime con note eteree e leggermente balsamiche in un corpo rotondo ma non privo di freschezza, ideale a fine pasto in splendida solitudine ma capace di esprimersi insospettabilmente in compagnia di ghiaccio e dell’olio essenziale di un paio di zeste di limone, strizzate e poi fatte cadere nel bicchiere. Ne esiste anche una versione ancor più particolare, da meditazione, dove il corpo si arricchisce dell’aggiunta di poca grappa di Amarone e profumi, sapori, di una sosta in botti di legno.

 

Per chiunque come noi Voglia innamorarsi di questo amaropuò contattare direttamente:

Amaro Zerotrenta

P.I. 02625090986

c/o Erboristeria Verdi Rimedi

Via Marconi, 78 Castegnato (BS)

Tel. +39 0302140333

info@amarozerotrenta.it

 

 

Matteo Zed

FRANCESCO PAOLUCCI – PAOLUCCI LIQUORI

Salve Sig. Paolucci, è per Amaro Obsession un gran piacere poterla intervistare. La storia della Vostra azienda di Famiglia affonda le radici nei primi anni del Novecento, ci può raccontare come nasce Paolucci Liquori e come si evolve nel tempo?

La Paolucci Liquori nasce a Sora in provincia di Frosinone agli inizi del Novecento grazie alla passione di Vincenzo Paolucci per i prodotti del territorio ed in particolar modo per le piante officinali di cui la zona era molto ricca essendo a ridosso del Parco Nazionale del Lazio e dell’Abruzzo. Da allora sono passati molti anni e molta strada è stata fatta, siamo arrivati alla quarta generazione. Dopo di lui si sono succeduti il figlio Donato i nipoti Mario ed Ermanno fino ad arrivare ai giorni nostri con noi pronipoti.

 

STORIA, TERRITORIO, TRADIZIONE, INNOVAZIONE TECNOLOGICA e INTERNAZIONALIZZAZIONE: queste le parole chiave della Paolucci Liquori. Cosa significa per lei portare avanti questi focus aziendali?

La nostra azienda è certamente legata a tutti questi focus. Penso che nessuno di questi punti possa prescindere dagli altri per poter essere competitivi in un mercato in continua evoluzione ma anche molto attento alle tradizioni.

 

Qual è il suo primo ricordo legato all’Opificio Paolucci? Ci può raccontare un aneddoto legato all’Azienda?

Quando ero piccolo, accompagnavo mio padre nella nostra vecchia sede di Viale San Domenico e ricordo che ero affascinato dalla linea di imbottigliamento in funzione, ma soprattutto ricordo con molto piacere i profumi degli infusi che si percepivano quando entravo in azienda. Caratteristica quest’ultima che ancora oggi risulta molto piacevole ed apprezzata dai nostri visitatori.

 

Amaro Ciociaro: la sintesi tra territorio e tradizione. Ci racconta di come è nato e di come è diventato il magnifico prodotto che è ora?

L’Amaro Ciociaro è certamente il nostro prodotto più rappresentativo ed è stato uno dei primi prodotti creati dal mio bisnonno insieme a suo figlio Donato. Da sempre identifica il nostro territorio in quanto la sua ricetta è composta da elementi che erano facilmente reperibili sulle montagne circostanti.

 

Ci può descrivere il processo produttivo che dà vita a Amaro Ciociaro? Il vostro amaro ha un gusto pieno ed equilibrato, quali sono le botaniche usate nell’infusione?

Le botaniche usate per le infusioni sono 16 e si compongono di varie spezie, fiori, radici, frutti ed erbe officinali con cui si producono infusi alcolici ed estratti. Tra le più significative possiamo certamente citare la Genziana, la Cannella, l’Arancia dolce ed il Limone. Per le infusioni e gli estratti, i vari elementi sono suddivisi in due gruppi alcuni vengono preparati da soli e poi miscelati solo alla fine del processo con tutto il resto, nel  secondo gruppo invece viene fatta una concia con erbe officinali, frutti e radici, un “blended” che poi viene aggiunto agli altri infusi ed estratti nell’ultima fase della produzione. Terminata la fase di infusione ed estrazione, i vari infusi ed estratti vengono miscelati con acqua, zucchero ed alcool. Il prodotto viene lasciato decantare per qualche tempo per poi essere filtrato ed imbottigliato.

 

La sua azienda, Sig. Paolucci, esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. Quali sono i Paesi che danno più soddisfazioni?

In tutti questi anni abbiamo, in effetti, esportato un po’ in tutto il mondo. I Paesi dove siamo riusciti però più degli altri a fidelizzare i nostri clienti sono certamente Irlanda, Svezia, Inghilterra, Albania, Francia e soprattutto gli Stati Uniti.

 

Negli ultimi anni, negli U.S.A., è scoppiata l’amaro-mania: gli amari sono entrati a far finalmente parte del mondo della mixology. Che cosa pensa di questa nuova tendenza?

La tendenza della Mixology ha determinato una rivalutazione degli Amari sui mercati nazionali ed internazionali. L’Amaro viene sempre più utilizzato al di fuori dei contesti abituali poiché le sue caratteristiche olfattive e gustative molto decise lo rendono adatto alla creazione di cocktails con una spiccata personalità. Il nostro Amaro Ciociaro per esempio è molto apprezzato dai mixologist in particolare quelli statunitensi. Ascoltando le loro testimonianze, riesce a dare un bouquet incisivo ma sempre gradevole alle loro miscelazioni. A questa accoglienza favorevole ha certamente contribuito il fatto di aver ricevuto delle menzioni molto positive su libri e riviste di settore. Tra queste non posso non citare quella di uno dei guru della miscelazione Mr. David Wondrich che ha considerato l’Amaro Ciociaro molto simile ad un Amaro Vintage ormai introvabile che è molto richiesto dai vari bartenders  per la preparazione di Cocktails Vintage. Un’altra citazione molto gradita è stata quella di Mr. Brad Thomas Parsons che ha recensito il nostro Amaro Ciociaro nel suo bellissimo libro “AMARO”.

 

Amaro Ciociaro, il vostro fiore all’occhiello, è molto apprezzato dagli specialisti del bar ed è usato in moltissime ricette di cocktails provenienti da tutto il mondo, a tal proposito, com’è il suo rapporto con i bartenders?

Sicuramente di riconoscenza. Li considero dei veri e propri artisti, degli “alchimisti” che spesso compiono un percorso di studio approfondito della storia, degli ingredienti e dei sapori dei vari prodotti che usano per le loro creazioni. Hanno dato vita ad un nuovo modo di fare e bere Cocktails grazie alla ricerca di prodotti originali e di qualità.

 

Ci può accennare, Sig. Paolucci, i vostri progetti per il più vicino futuro? Quali sono gli obiettivi di Paolucci Liquori?

 

Gli obiettivi sono certamente di crescita e di ricerca di nuovi mercati, per fare ciò abbiamo da sempre partecipato alle fiere del “food and beverage” più importanti come: Anuga di Colonia, Sial di Parigi, Prowein di Dusseldorf, Vinitaly di Verona, Cibus di Parma, Fancy Food di New York City, Prowine di Shanghai, Fine food Australia. Negli ultimi due anni ci stiamo orientando su manifestazioni più adatte, a nostro avviso, ai nostri prodotti e alla miscelazione. Abbiamo già partecipato all’Imbibe di Londra, al Bar Convent di Berlino e al Bar Convent di Brooklyn, già programmato Berlino e Brooklyn rispettivamente per Ottobre e per Giugno prossimo e stiamo valutandola nostra partecipazione ad altre manifestazioni interessanti per il prossimo futuro.

 

 

Martina Proietti

AMARO IMPERATORE

Puglia

Lucera FG

Questo amaro ha una curiosa storia che va ad affondare le proprie radici in due generazioni differenti, dobbiamo la nascita di questo splendido prodotto a Giuseppe La Cava, il padre fondatore ed ispiratore dell’amaro, colui che sapeva distinguere le colture e le erbe spontanee presenti sulla terra pugliese, questo gli permise di unire le erbe ad uso curativo insieme ai prodotti canonici del posto per dare vita ad una miscela speciale. Il Sogno di Giuseppe era quello di trasmettere le sue passioni e la sua conoscenza al nipote Salvatore, che fu coinvolto sin da piccolo nelle passeggiate in campagna insieme al nonno. Nacque come un gioco per poi diventare qualcosa di davvero unico. Un giorno Salvatore, ormai grande, decide di rispolverare gli appunti del nonno perché nasce in lui la voglia di dare luce a qualcosa di reale e concreto. Con l’aiuto dello zio Sergio e del cugino Mastro Alfrè nasce così l’Amaro Imperatore, il figlio del loro legame viscerale ed amore per la propria terra e per il nonno Giuseppe che fu la pietra miliare di questo Amaro. L’Amaro Imperatore viene al mondo con l’utilizzo dei frutti della terra della Daunia, tra i quali i più rilevanti sono il Lampascione e la RucolaNel suo meraviglioso gusto risaltano, al palato, imponenti note amare con un retrogusto dolce, rotondo ed elegante.

 

Per maggiori informazioni e per ordini:

TERRE DA BERE di Marchetti Salvatore

Via Scarano, snc

71036 Lucera

Tel. +39 3294007890

info@terredabere.it

www.terredabere.it

 

 

Mary Surgucheva

AMARO LUSÔR

Friuli Venezia Giulia

Martignacco UD

Nel 1918 a Ceresetto di Martignacco, in provincia di Udine, Giuseppe Buiese fonda la Distilleria Buiese, dopo l’acquisto della preesistente distilleria e la relativa casa padronale dai Conti Miani. Questa azienda artigiana, che fin da subito si è distinta per la notevole qualità delle sue grappe e dei suoi liquori ricevendo importanti premi e riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale, proprio quest’anno compie un secolo di attività. Gli eredi di Giuseppe, Remo Buiese assieme al figlio Cristiano, nei primi anni Duemila ultimano la costruzione della nuova Distilleria realizzando le cantine d’invecchiamento e i nuovi impianti di distillazione che, nonostante utilizzino avanzate tecnologie, rispettano pienamente l’esperienza di tre generazioni di distillatori. Amaro Lusôr, una specialità liquoristica figlia della rielaborazione di un’antica ricetta di proprietà esclusiva della Buiese Distillerie, è nato nel 2009 dalla sperimentazione condotta dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze degli alimenti dell’Università di Udine coordinato da Carla Da Porto, docente di Tecnologie delle bevande alcoliche. Amaro Lusôr è stato sviluppato nell’ambito del progetto “La Via Degli Spiriti Antichi”, un progetto che mira a promuovere lo sviluppo dell’agro-alimentare della montagna tramite la formulazione di bevande spiritose a base di piante officinali e di antiche varietà di frutta tradizionalmente caratteristiche delle diverse zone della Carnia.

La passione per le antiche tradizioni popolari e l’attitudine all’innovazione tecnologica sviluppate all’Università di Udine, unite all’impegno di Cristiano Buiese, giovane erede di una delle più antiche distillerie della regione e laureato in Scienze e tecnologie alimentari all’ateneo friulano, hanno permesso l’incontro tra Università e realtà produttiva locale. Fatto che si concretizza con l’entrata in produzione dell’amaro Lusôr da parte di un’azienda del territorio.

Carla Da Porto

Questo Amaro Friulano d’Erbe è ottenuto dalla macerazione a freddo di 17 botaniche. Amaro Lusôr non contiene alcun tipo di aroma aggiunto al contrario di molti amari comunemente presenti sul mercato. L’assoluta naturalezza di questo prodotto conferisce ad Amaro Lusôr un gusto speciale, deciso ma non eccessivamente amaro, è un amaro per veri intenditori, con caratteristiche così peculiari da renderlo gradito soprattutto a chi apprezza i sapori a trama fine, ricca e complessa. La Gentiana Lutea, ingrediente principale di questo amaro, proviene direttamente dalle coltivazioni sperimentali dell’Università di Udine. Per preservare le caratteristiche aromatiche e soprattutto i principi attivi delle erbe e delle spezie che si aggiungono alla Genziana nella ricetta di Amaro Lusôr, queste ultime sono acquistate previa essicazione a bassa temperatura. La totale estrazione dei principi aromatici e salutari delle erbe e spezie presenti in Amaro Lusôr avviene tramite la macerazione delle erbe e delle spezie per diverse settimane, con frequenti rimottaggi. Successivamente avviene la separazione delle erbe mediante pressatura soffice, a cui segue un periodo di maturazione che dura diversi mesi. Solo in seguito, quando il perfetto connubio tra le varie componenti aromatiche è stato raggiunto, si passerà alla creazione vera e propria del liquore. Degustando Amaro Lusôr,al naso si avverte immediatamente un sentore erbaceo e fresco, mentre al palato si dischiudono tutti gli aromi delle botaniche, mostrando una notevole persistenza. Oltre la Gentiana Lutea, o Genziana Maggiore, che conferisce a questo Amaro d’Erbe la nota dominante, sono chiaramente apprezzabili sentori di Menta Piperita, Melissa, Rosmarino, Chiodi di Garofano e Cannella che donano ad Amaro Lusôr una ricca e notevole persistenza al palato.

L’interessante etichetta di questo prodotto recita così:

Sono numerosi i preparati a base di Genziana utilizzati già nell’antichità, noti per le proprietà digestive e per essere ottimi stimolanti dell’appetito. La Genziana pare debba il suo nome a Gentius, ultimo Re della Grecia, che per primo ne avrebbe scoperto le virtù medicinali (Plino il Vecchio, Naturalis Historia XXV.71). In realtà gli antichi Latini la chiamavano “Kikenda” ovvero “piccola luce, candela, lucciola”, probabilmente per il colore giallo oro delle sue splendide infiorescenze. Da qui la scelta di chiamare questo amaro Lusôr, che nella lingua friulana significa “luce, chiarore, lucore”.

 

Info e contatti

Buiese Distillerie S.R.L.

via Spilimbergo, 182

33035 Martignacco (Ud)

Tel. +39 0432677155

Email: buiese@buiese.it

 

 

Martina Proietti

ROOT 13

Molise

Campobasso

Dai terreni aridi dell’entroterra molisana,ove le escursioni termiche temprano le piante,l’aria è pulita,le acque sono limpide,ricerchiamo e selezioniamole migliori erbe aromatiche e officinali.Adottiamo una produzione artigianale,che esalti le antiche e nuove ricette.

È con questa frase che Franco Passarelli, titolare dell’azienda Saporicentroitalia, produttrice dell’Amaro Root 13 di cui parliamo oggi, si presenta a me. Franco Passarelli, ha deciso di dar vita alla sua produzione qualche anno fa e tutto nasce dalla passione per il cibo, quello buono che esprime tutti i sapori della sua terra. Crede fortemente che mangiare sia il godimento del cibo di alta qualità che affonda le radici nella terra. Franco è tanto appassionato che non smette mai di cercare nuove eccellenze nelle ricette tradizionali del Centro Italia. Pensa così di migliorare la qualità della propria vita utilizzando solo prodotti di qualità, una volta coltivati spontaneamente in regime biologico. Dopo la morte del padre, Franco si trova ad ereditare dei campi incolti dell’Italia Centrale e dell’entroterra molisano, dove egli scopre numerose erbe spontanee: finocchietto, mentuccia, cicoria, radassaco, gramigna, rosmarino, origano, maggiorana, ecc., erbe ricche di proprietà curative per il nostro corpo. Inizia così una sapiente selezione e lavorazione per estrarne le proprietà digestive, depurative, antinfiammatorie e aromatiche, che possono migliorare la salute del nostro corpo. Dunque Saporicentroitalia ha creato una gamma di prodotti a basso contenuto alcolico: amari, liquori, elisir, utilizzando l’alcool come disinfettante e conservante delle essenze estratte dalle erbe, oltre che veicolo delle sostanze estratte per il nostro corpo. Da questa ricerca e dall’obiettivo di estrarre dalle piante tutte le sostanze benefiche, al fine di deliziare il palato dei loro clienti nasce Amaro Root 13, un Amaro che utilizza in macerazione 13 erbe tutte con funzionalità digestive e tutte erbe spontanee presenti nelle proprietà del produttore. L’Amaro Root 13 nasce perfetto alla prima prova, ne viene successivamente migliorata la filtrazione e dunque la limpidezza del prodotto. Viene inizialmente prodotto in piccole quantità da offrire agli amici che lo apprezzano e comincia a far parte di un rito che si ripete alla fine di ogni cena estiva in cui Franco e i suoi amici, dopo aver degustato un po’ di Amaro Root 13 danno vita ad un bagno liberatorio notturno in mare. Da quel momento Amaro Root 13 comincia ad essere prodotto per la vendita e da subito riscuote un discreto successo. Il nome ROOT potrebbe fa pensare all’utilizzo anche di qualche radice nella formulazione del prodotto, in realtà si rifà alle radici molisane del prodotto, totalmente ispirato e fatto con gli elementi naturali della terra dove ha origine, e all’eruttazione (root = rutto in dialetto molisano) che nella tradizione popolare rappresenta la soddisfazione alla digestione dopo un pasto elaborato e di gara gusto. Amaro Root 13 è un amaro molto erbaceo che al naso rivela immediatamente un carattere fortemente vegetale, al palato si presenta con una lieve dolcezza tipica degli amari di vecchia scuola, la punta alcolica è piacevole e non brucia in gola, la persistenza al palato è lunga e lascia in bocca un piacevole sapore.

 

L’Amaro Root 13 è disponibile all’acquisto attraverso il website saporicentroitalia.

 

Info e contatti

Saporicentroitalia di F. Passarelli

C.da San Giovanni in Golfo n. 205/E

86100 Campobasso – Molise – Italy

e-mail: saporicentroitalia@alice.it

 

 

Matteo Zed

KRANEBET

Veneto

Barbarano Vicentino VI

E’ il 1868, ad Asiago incantevole località delle Prealpi venete un farmacista, Giovan Battista Rossi, sempre alla ricerca di nuove alchimie crea nella sua farmacia elisir ed infusi per i villeggianti. Nasce così  il primo prodotto che ha segnato la storia della farmacia, la China Rossi. Un particolare elisir dalle speciali proprietà ricostituenti e digestive ottenuto con l’infusione in alcool della China Calissaya e aggiunta di pappa reale. Un prodotto eccellente che ottiene importanti riconoscimenti: 1903 Croce al merito – Roma – 1904 medaglia D’Oro Grand Prix de Paris. Il notevole successo degli elisir  del Dr. Giovan  Battista Rossi è stato così importante da convertire la piccola farmacia in una vera propria distilleria, riconosciuta come la più alta d’Europa. Nel 1929 nasce il più tipico liquore della tradizione montana: il Kranebet. Kranebet deriva dal Cimbro Kraneweta nome dato al ginepro usata fin dall’antichità per le sue doti medicinali e terapeutiche. Un amaro bianco ottenuto dalla distillazione di bacche di ginepro, genziana e radici alpine, diventa in poco tempo l’emblema della distilleria Rossi ed un simbolo dell’altopiano di Asiago e della località montane. Nel tempo la distilleria Rossi consolida la propria attività e passa di padre in figlio. Agli inizi del 1990 la famiglia Dal Toso, distillatori per tradizione, raccoglie l’eredità produttiva della Rossi D’Asiago e la reinventa in chiave moderna. Nasce Antiche Distillerie Riunite.  La sfida è lanciata. Creare innovazione nel rispetto della tradizione. Inizia così un percorso di innovazione dei prodotti. La profonda conoscenza del territorio e delle sue risorse, gli antichi metodi dell’arte distillatoria, applicati ai moderni sistemi della tecnologia, permettono di proporre distillati di grande pregio e nobiltà. I liquori tipici della montagna vengono revisionati e riproposti con un nuovo packaging e un nuovo utilizzo. Il Kranebet che ben si adatta in cucina viene proposto per la realizzazione di piacevoli ricette. Non solo grappe alle erbe di montagna, ma anche barricate di eccellenza come il Culto Grappa di Amarone invecchiata in barrique. I liquori alla frutta riproposti con il marchio Volare si rivelano fondamentali per il bere miscelato e la Sambuca Alpina diventa Antica  e diventa ottima  base per nuovi gusti come liquerizia, lampone, mela ecc. Prodotti eccellenti, packaging raffinato collocano i prodotti fra i premium spirits. In pochi anni l’azienda potenzia la rete commerciale e copre il territorio nazionale. In seguito esce dai confini italiani e conquista i mercati esteri. Oggi l’azienda distribuisce i prodotti Rossi D’Asiago in più di 40 paesi.  Dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Norvegia al Sud Africa si può ritrovare il sapore della natura tipico delle montagne, perché solo con il rispetto delle  tradizioni si può diventare protagonisti del domani. Ma torniamo a quello per cui lavoriamo ogni giorno, il mondo Amari e Digestivie torniamo al Kranebet come già detto, ma più in dettaglio è il nome di un distillato di ginepro che dal 1929 è l’emblema storico dei liquori della Rossi D’Asiago, la “distilleria più alta d’Europa”. Il nome Kranebet deriva dal Cimbro Kraneweta, letteralmente “grani amari”, antichissimo nome tedesco del ginepro. Le bacche del ginepro impiegano due anni per maturare, hanno consistenza carnosa, sono verdastre, grosse poco meno di un pisello e nel tardo autunno diventano blu cupo: a questo punto vengono raccolte ed essiccate al sole. Di buon odore resinoso, contengono diversi oli essenziali, soprattutto pinene e ternipolo, zucchero, vitamina c e gallotannini. Molte sono le ricette fitoterapiche che utilizzano le bacche di ginepro viste le loro proprietà: toniche, astringenti, diaforetiche, antisettiche ed in particolar modo diuretiche. Totalmente naturale, privo di coloranti e aromatizzanti viene consumato come digestivo e può essere bevuto liscio, con ghiaccio o usato come base per cocktail e long drink. Kranebet è utilizzato anche in cucina per aromatizzare stufati e arrosti di selvaggina. Il Kranebet è un prodotto eccezionale, lontano dai soliti amari, partendo dal suo colore completamente trasparente, con una buona tonica di corpo medio potrebbe essere la giusta e diversa alternativa ad un Gin Tonic!

 

 

Matteo Zed

MATTEO LUXARDO – LUXARDO

Buongiorno Matteo, bellissimo poterti intervistare, grazie innanzitutto per il tempo che ci concedi visto che sei in procinto di ripartire per uno dei tuoi lunghi viaggi di lavoro.  Comincio subito col chiederti, quale è la responsabilità maggiore e la maggiore soddisfazione a portare un Cognome così importante sulle spalle?

Il nome Luxardo nel modo della liquoristica e cockteleria è importante, io sono stato fortunato a finire in una famiglia come la Luxardo, ci sono pro e contro, ho l’onore di portare in giro per il mondo questo cognome che significa storia, passione e eccellenza italiana.

 

Abbiamo parlato e letto tante volte della bellissima favola Luxardo, dove un liquore maraschino fatto in casa diventa in un secolo un icona del beverage internazionale, puoi dirci a quale dei tuoi antenati del passato della famiglia Luxardo ti ispiri come imprenditore per la tua attività in azienda?

Di sicuro a Girolamo, visto anche una lieve somiglianza. Era un uomo con un intuito formidabile per gli affari. Quello che non mi accomuna sono le 2 moglie e i 21 figli. Un’altra persona a cui mi ispiro è mio padre, persona caparbia, grande lavoratore, è riuscito negli anni a riaprire alcuni mercati esteri molto importanti per noi, io nel mio piccolo sto cercando di fare lo stesso.

 

È da molto che siete super attivi nel mondo degli amari, bitters e aperitivi, con le vostre produzioni, ancor prima tornassero alla ribalta, come in questo preciso momento storico. Cosa Vi ha spinto cosi’ tanto a crederci nonostante ci siano stati momenti in cui commercialmente questa gamma di prodotti non aveva il giusto appeal con i consumatore finale e l’addetto ai lavori?

Ma sai, la Luxardo sin dalla fine dell’800 ha prodotti liquori a base erbe, quindi è stato normale per noi proseguire questa tradizione, prima il mercato principale per i nostri amari era prevalentemente il turista che ci veniva a trovare in azienda, ora li vendiamo in tutto il mondo. Abbiamo sviluppato anche nuovi prodotti quale il Bitter Bianco cercando di mantenere gli ingredienti della tradizione utilizzando tecniche innovative di produzione.

 

Il mondo dei bartenders e addetti ai lavori ti vede come un mito, una celebrity, puoi raccontarci come un  predestinato come te vive una sua giornata tipo, fuori dal mondo lavorativo e quali sono le tue passioni.

Celebrity mi sembra un po’ esagerato, ho cercato di essere me stesso e di rappresentare al meglio la Luxardo non solo come brand ma anche come famiglia. Al di fuori del lavoro sono un marito e padre di famiglia, cerco di passare il mio tempo con mia moglie e i bambini, quelle sono le mie passioni, vedere i propri figli crescere e diventare delle persone.

 

Sei il Volto che rappresenta Luxardo all’estero, puoi raccontarci di più del rapporto di LUXARDO con il  Resto del mondo? Raccontarci dei  paesi che vi danno più soddisfazione,quelli che ti hanno regalato momenti speciali dove torni con piacere, e quelli dove i risultati hanno sorprendentemente superato le aspettative.

Ormai sono 20 anni che lavoro con la Luxardo e almeno 15 che giro per il mondo a far conoscere i nostri prodotti, noi cerchiamo di essere un’azienda leale nei confronti dei nostri importatori, questo significa che se proprio non succede qualche cosa cerchiamo di mantenere i rapporti a lungo temine, esempio il nostro importatore in Austri lo abbiamo dal 1846. Detto questo ormai molti di loro sono diventati amici e quando si lavora con amici è sempre più facile. Mentre il rapporto Luxardo con il resto del mondo cerchiamo di lavorare al meglio nel rispetto delle altre aziende e concorrenti, siamo un’azienda piccola che lavora duramente con molta passione, sono dell’idea che per essere apprezzati e rispettati si debba essere umili dare il meglio senza calpestare nessuno. Le altre aziende ci rispettano perché siamo ancora della vecchia guardia siamo ancora dei gentleman.

 

Come la vedi questa Italia?

Viaggiando molto all’estero vedo che non siamo molto diversi da tanti altri paesi, la politica è una schifezza ovunque, ma il nostro paese rimane il più bello del mondo, abbiamo storia, cultura del bere e del mangiare, arte, città e borghi meravigliosi.

 

Poco tempo fa abbiamo conosciuto Marco Schiavo il quale alla nostra domanda per quale azienda italiana concorrente avesse maggior stima e rispetto e lui ci ha risposto senza nessun dubbio: LUXARDO! Ora tu nella Medesima situazione, escludendo a priori Marco, visto che condividete oltre al lavoro la passione per il buon cibo, per quale azienda concorrente produttrice anche di liquori amaricanti ti sentiresti di esprimere la tua stima e rispetto?  Perché?

Innanzi tutto ringrazio il nostro amico Marco Schiavo facendogli anche i complimenti per lo splendido lavoro che sta facendo con la sua azienda. Come aziende che ammiro ce ne sono un paio, prevalentemente per la loro storia e le capacità dei membri della famiglia di portare avanti l’eredità e il nome delle loro famiglie; una è Branca e l’altra Alberti.

 

Siamo giunti al termine di una bella chiacchierata, per finire Matteo, puoi confessarci quale dei prodotti nel portfolio Luxardo attualmente sul mercato ti dà maggiori soddisfazioni e cosa bolle in pentola in famiglia, quali progetti o nuovi prodotti avete in cantiere?

Il penultimo nato di faglia è il Bitter Bianco, questo prodotto unico nel suo genere sta dando i suoi frutti, sempre più bartender lo stanno utilizzando, poi l’ultimo di casa Luxardo è il Sour Cherry gin, un prodotto creato con il nostro London Dry Gin (ricetta del 1936) e il succo delle nostre ciliegie marasche.

 

 

Matteo Zed

AMARO VIVESE

Campania

Napoli

Da 50 anni la Famiglia Vivese rappresenta la passione più pura della liquoristica campana, una storia di successi ottenuta grazie alla grande dedizione, all’eccellenza dei prodotti del territorio e alla costante ricerca di sapori unici e raffinati. Amaro Vivese (Amaro Per Piacere), prodotto dalla GVA Liquori dei fratelli Alessandro, Giuseppe e Valerio Costagliola, è un omaggio a Nonna Nanù Vivese, creatore e custode della ricetta originale del liquore e dei segreti indispensabili per la sua produzione. Tutt’oggi la Famiglia Vivese/Costagliola custodisce gelosamente la ricetta dell’Amaro Vivese tramandata segretamente di generazione in generazione conservando così un’originalità che può rappresentare “il gusto di Napoli” nel mondo. La Famiglia Vivese dedica molta passione e tanto lavoro nella ricerca di ogni singolo elemento botanico parte di Amaro Vivese garantendo così il gusto originale dai tempi di Nonna Nanù Vivese dell’Amaro Per Piacere. Nonostante il disciplinare lo consenta, Amaro Vivese non contiene né aromi artificiali né coloranti ed è prodotto lavorando con le migliori erbe officinali e con gli aromi tipici del territorio mediterraneo, più nello specifico della regione Campania. I profumi tipici campani garantiscono a questo amaro una grande intensità al naso che si intensifica nel gusto. Amaro Vivese è un prodotto molto versatile, è consigliato berlo assoluto non solo a basse temperature ma anche a temperatura ambiente; per i palati più esigenti si presta molto bene anche alla miscelazione donando particolari sfumature nelle più disparate tipologie di cocktails. Amaro Vivese presenta un colore ambrato molto intenso con riflessi ramati. Al naso esprime aromi erbacei di pino, alloro e basilico insieme a sensazioni agrumate di arancia e tamarindo, in un abbraccio di semi di cardamomo e pepe verde in grani. L’assaggio è deciso ma vellutato, ricco di ritorni fruttati e vegetali in un caleidoscopio gustativo in cui tutto ha un’identità eppure tutto è unito, amalgamato alla perfezione dalla sapiente nota alcolica (30 % vol.), in un finale ricco di erbe amaricanti.

 

 

Martina Proietti