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THE BITTER NOTE

Veneto

Campodarsego, Pd

Era solo questione di tempo, e seguendo le nuove tendenze del bere mondiale o per meglio dire le nuove esigenze di bere low or without alchool ecco nascere l’Amaro Analcolico. Lui si chiama The Bitter Note e nasce da una brillante mente imprenditoriale, l’idea veramente nasce inizialmente da una toccante esperienza personale del fondatore, che vede il padre ammalarsi e vivere gli ultimi anni della sua vita senza poter gioire dei momenti di convivialità perché “forzatamente” astemio. Da energico businessman e amante del buon cibo e del buon bere, si sente quindi inibito dal continuare ad organizzare le piacevoli serate in compagnia che spesso si svolgevano nella taverna di casa sua, luogo di ritrovo con gli amici, dove si ascoltava musica chiacchierando e bevendo qualcosa in compagnia. Da qui l’idea rivoluzionaria che scaturisce dalla terza generazione di una famiglia con oltre 70 anni di storia imprenditoriale nel mondo del food and beverage. Lo spirito di osservazione, le competenze nel mondo dell’alcohol-free e l’innovazione nel DNA hanno consentito di individuare un’idea che contenesse tutti gli ingredienti per diventare un caso di successo internazionale, combinando i due major trend dell’industria del beverage: l’amaro e l’alcohol-free. Attiva solo da Ottobre The Bitter Note prende vita dopo un’attenta analisi del mercato e sul fatto che presto gli amari saranno lo spirito di riferimento del mercato del beverage mondiale andando a rimpiazzare il Gin e a cancellare gli spiriti di Agave, anche perché un Amaro ha molto da raccontare con la sua versatilità e complessità frutto di tradizione e di infiniti esperimenti alchemici per bilanciare le innumerevoli botaniche che spesso ne fanno parte. La produzione di The Bitter Note è affidata ad un liquorificio storico veneto che in passato ha dato vita a prodotti come Cynar, Vov e Biancosarti e in particolare ad Alberto Dondi predestinato dell’ultima generazione che con le sue capacità e conoscenze elabora il The Bitter Note come un antico erborista o moderno Master Blender, capace dunque di produrre un prodotto di grande qualità dopo tantissime prove e superando tantissimi problemi dovuti alla conservazione di un prodotto analcolico, anche grazie al supporto dell’Università di Padova, in particolare del Dipartimento DAFNE. Il tocco finale al prodotto, prima della messa in commercio è stato dato da un importante professionista dell’industry mondiale, Aristotelis Papadopoulos, già Campione del Mondo World Class, il quale lo rappresenta a livello mondiale come Global Brand Ambassador. La ricetta prevede l’utilizzo di più di 40 erbe, il cui aroma e principio attivo viene trasmesso all’Amaro utilizzando per ognuna un metodo diverso, ma il migliore per genere di botanica. Ad esempio 36 erbe radici e spezie vengono sottoposte ad infusione, foglie di carciofo ed altre erbe officinali a decozione, teriaca veneta ad estrazione ed infine angostura e legno di quassio a macerazione. Infine vengono miscelate, bilanciate e fatte riposare prima dell’imbottigliamento. L’Amaro The Bitter Note è come il suo nome, caratterizzato da 7 note di sapore, al palato risulterà dunque, amaricante, balsamico, erbaceo, fresco, speziato, agrumato e dolce e nonostante non ci sia l’alcool il piacere sarà lo stesso quello di bere un normale amaro. In degustazione appare di colore scuro, con toni ambrati, al naso apre con il profumo di radici amare, menta fresca e rabarbaro; al palato colpisce per la morbidezza del sorso, caratterizzato un profilo ricco, spiccatamente amaro e gradevolmente aromatico. Chi e perché dovrebbe consumare un amaro analcolico? Quello che a molti potrebbe apparire in controtendenza è invece incredibilmente in tendenza, non futuristica ma sempre più prossima. Intanto è e sarà presto anche in Italia il momento degli Amari, e in pochi conoscono questo dato diffuso dall’OMS: il 48% degli adulti non beve alcolici. Seppure la gamma di bibite, succhi, tè e aperitivi senza alcool sia molto vasta, non esistono alternative del sapore “adulto”per chi cerca un’esperienza più matura, per necessità o per scelta. Eppure il numero degli astemi cresce a doppia cifra ogni anno, e le maggiori realtà internazionali stanno osservando con interesse come si stia evolvendo il mercato dei drink alcohol-free. Non dimentichiamoci inoltre che le nuove generazioni di consumatori sono focalizzate sul rendere la propria vita health&happy, contornandosi e consumando prodotti artigianali, di nicchia e di qualità. The Bitter Noter appresenta dunque il primo drink che ha tutta la forza di un grande classico: l’amaro d’erbe italiano, un prodotto versatile da bere neat come dopo-pasto digestivo, on the rocks con ghiaccio per aprirne profumi e aromi con l’aggiunta di uno zest d’agrume, miscelato in un meraviglioso drink come un Amaro Sour o caldo come un Punch digestivo e corroborante.

 

Insomma, se non credete che The Bitter Note possa sostituire a tutti gli effetti un ottimo amaro con base alcolica toglietevi il dubbio rivolgendovi a:

TheBitterNote

mail@thebitternote.com

www.thebitternote.com

 

 

Matteo Zed

CIARDON

Valle d’Aosta

Châtillon, Ao

Vertosan è una storica azienda valdostana produttrice di liquori e infusi dalla forte connotazione territoriale con sede produttiva a Châtillon, nella Valle centrale della Dora Baltea. L’azienda e il territorio sono strettamente legati già nel nome: la parola “Vertosan” deriva proprio dall’omonima Valle, detta anche “Comba di Vertosan”, un’italianizzazione dal dialetto “Vert Tzan” ovvero “valle del prato verde”. Una decade fa, precisamente nel 2007, la Famiglia Bernardini, professionisti del settore food & beverage da molto tempo, decise di rilevare il marchio Vertosan intraprendendo una nuova avventura. Le storiche ricette, acquisite con l’azienda, sono state riviste e attualizzate dalla Famiglia Bernardini nel pieno rispetto della tradizione artigianale di Vertosan e del profondo legame con il territorio: caratteristiche che fanno parte dell’azienda dalla sua nascita nei primi anni 70. Grazie alla Famiglia Bernardini e alla nuova mission aziendale (innovare nella tradizione) l’Amaro Ciardon, a base di Cardo Mariano, e il liquore di Genepì, declinato in diverse tipologie e gradazioni, diventano i fiori all’occhiello della produzione.

Il nostro impegno è mantenere e trasmettere intatti i profumi, gli aromi e le caratteristiche che contraddistinguono le erbe officinali dalle quali nascono i nostri prodotti.

La segretissima ricetta dell’Amaro Ciardon risale agli anni Settanta ed è uno dei prodotti che caratterizzano ed è fortemente caratterizzato dal territorio di origine. Insieme a erbe officinali e radici alpine, la botanica protagonista di questo eccellente Amaro è il Cardo Mariano, in patois valdostano “Ciardon”. Il nome scientifico, Sylibum Marianum, deriva dal greco “Sillabon” che significa “Cardo Latteo” ed è legato alla leggenda secondo cui le macchie bianche presenti sulle sue foglie siano state prodotte dal latte della Madonna, quando, inseguita dal Re Erode, la Sacra Famiglia usò questa pianta come nascondiglio. La pianta, infatti, presenta grandi foglie verdi con margine dentato e dotato di spine gialle, ha fiori di colore rosa intenso-violaceo riuniti in capolini isolati all’estremità dei lunghi rami con un involucro di squame fogliacee dell’estremità appuntita e pungente. Il Cardo Mariano, considerata un’erbaccia infestante, diffuso dal mare alle regioni sub-montane e nelle isole, conosce un ampio utilizzo nella tradizione popolare grazie alla sua importante azione sui processi digestivi. La pianta, come la maggior parte di tutti i rimedi officinali ad azione digestiva, contiene principi amari in grado di stimolare l’appetito, la secrezione gastro-intestinale e biliare. La scelta delle materie prime è essenziale per ottenere risultati eccellenti e la Famiglia Bernardini dedica la massima cura nel selezionare in prima persona solo il meglio. La stessa attenzione per i dettagli si ritrova anche nelle fasi di produzione: le botaniche tipiche delle Valle d’Aosta selezionate e raccolte sono messe in infusione in alcool neutro, al termine del periodo di infusione il liquido è filtrato e lasciato affinare in vasche d’acciaio. Anche il packaging gode di un’alta attenzione per i dettagli, l’Amaro Ciardon si riveste di un’aria garbatamente vintage per merito della bottiglia originale degli anni 70 personalizzata dal logo dell’azienda in rilievo sulla spalla. Un paio di anni fa, nell’ottica della mission aziendale, Vertosan volge il suo sguardo verso i professionisti del bere miscelato e modifica leggermente la ricetta dell’Amaro Ciardon, con una lieve sfumatura agrumata, al fine di renderlo un prodotto ideale per la creazione di cocktails unici anche grazie alla sua gradazione del 36% vol. All’assaggio Ciardon presenta un colore ambrato, un aroma intenso e amaricante mitigato da sottili spunti agrumati. Il gusto di Amaro Ciardon è gentile ed aromatico, ma allo stesso tempo riesce a dare risalto al sapore inconfondibile del cardo e alla sue notorie qualità amaricanti.

 

Chi volesse acquistare Amaro Ciardon può rivolgersi a:

Vertosan Commerciale SRL

Loc. Soleil 32/b

11024 Châtillon – Ao

Tel. +39 0166563229

Fax +39 0166569819

info@vertosan.com

www.vertosan.com

 

 

Martina Proietti

AMARO CERBERUS

Umbria

Orvieto, Tr

Nasce nel mondo del beverage nazionale, ma conoscendo i creatori di questa meraviglia posso tranquillamente dire globale, un amaro meraviglioso che coniuga tradizione e novità in una bottiglia dal bellissimo packaging. Bernardo e Niccolò Barberani sono gli eredi di una delle più importanti famiglie di sopraffini viticoltori presenti in Umbria. Entrambi nascono infatti nelle vigne sui verdi declivi dell’Umbria, piegati alle spire del vento e accarezzati dalle acque del Lago di Corbara e crescono nutriti  dalla passione di Papà Luigi e Mamma Giovanna Barberani. È dal lontano 1961, infatti, che la famiglia Barberani rinnova con mani sapienti l’antico rito della vendemmia, trasformando l’uva in una sinfonia di aromi e sapori nel totale rispetto del territorio e della tradizione. Una passione che affonda le sue radici nel passato e che, attraverso l’amore e la devozione tramandati di generazione in generazione, traccia il futuro dell’agricoltura Umbra, in un viaggio senza tempo. Niccolò, sapiente Dottore in Agraria, Enologia e Viticoltura e Bernardo, intelligente e moderno Manager, hanno saputo unire l’esperienza familiare alle loro capacità personali mettendole al servizio della modernità e del progresso della loro azienda attraverso importanti azioni commerciali e di qualità che abbracciano le nuove tendenze di mercato,  tra le quali la creazione di Amaro Cerberus, nel quale c’è stata la collaborazione, l’esperienza e la conoscenza di Matteo Zed e del team di Amaro Obsession che con la loro attività hanno acquistato profonda coscienza del mondo degli amari e dei gusti moderni della clientela, arrivando ad un prodotto finale complesso, importante, ma di facile degustazione, ma soprattutto ottimo ingrediente per miscelazione del moderno Bartender. Ma andiamo per gradi analizzando Amaro Cerberus nel dettaglio: una delle erbe presenti nel mix di botaniche che danno vita all’Amaro Cerberus e al suo nome è l’aconite, una pianta che cresce nei luoghi ombreggiati delle zone montuose e collinari intorno al lago di Corbara e fiorisce nei mesi di maggio e giugno. Viene coltivata anche come pianta ornamentale nei giardini. Il principio attivo della pianta è l’aconitina, che si può ridurre facilmente in una polvere di color bianco-giallo. Il suo sapore è molto pungente e aspro. E’ solubilissimo nell’alcool ma risulta poco solubile in acqua. È uno dei veleni più potenti che si conoscano. La dose letale per l’uomo è di 5mg/kg di massa corporea e la morte avviene in poche ore dopo crampi violenti e perdita completa della coscienza e non si conoscono antidoti. Nella mitologia greca si narra che Cerbero, il cane che custodiva gli Inferi, portasse nella bava i semi di aconite. E quando Ercole l’ha rapito per portarlo sulla Terra, la rabbia del cane era tale che, la sua saliva a contatto col suolo, ha fatto nascere la pianta di aconite, appunto da questo aneddoto ha origine il nome di questo affascinante amaro. Tecnicamente è realizzato con un 50% di Nocino Riserva invecchiato 10 anni e il 50% mix di spezie (chiodi di garofano, noce moscata, corteccia di china, cannella, carciofo, rucola ecc.) che ricordano molto da vicino un fernet alla vecchia maniera. Le due basi vengono miscelate e lasciate riposare per una 20gg. e poi l’amaro è pronto per essere imbottigliato. Amaro Cerberus,oltre ad essere un prodotto favoloso degustato alla fine di ogni pasto, capace di soddisfare le esigenze dell’organismo con le skills corroboranti e digestive di un fernet e andando incontro anche ai palati più gentili grazie alla dolcezza e la piacevolezza di un Nocino, è un liquore incredibile in miscelazione capace di donare grande complessità ad un Hanky Panky Cocktail o ritmo e progressione ad un Negroni o ad un Americano, permettendo al moderno miscelatore di dosarlo con semplicità e in modo poliedrico da un fresco aperitivo ad un dopocena creativo e spettacolare.

 

Chi volesse conoscere questo fantastico nuovo prodotto può rivolgersi a:

Barberani – Viticoltori dal 1961

Vocabolo Mignattaro

05023 Orvieto, Tr

Tel. +39 0763341820

info@barberani.com

www.barberani.com

 

 

Martina Proietti

MIRTAMARO

Sardegna

Muravera, Ca

Nel 1990 Paolo Melis e Enrico Diana decidono di dare vita ad un Mirto diverso dalla tradizione sarda mettendo in bottiglia un Mirto con il profumo di fiori e sapore di miele. Si consolida così dopo qualche anno il lavoro del liquorificio Bresca Dorada, appunto di Paolo ed Enrico, entrambi con alle spalle famiglie di apicoltori e proprio sul miele si fonda la fortuna dell’azienda, un liquorificio nato per restituire il riflesso sincero di chi l’ha fondata e la gestisce oramai da trent’anni. L’azienda è nata nel 1986 e da allora è sempre cresciuta nel pieno rispetto del territorio, della tradizione gastronomica, dell’etica isolana, nel tentativo di portare nelle tavole uno spirito sardo autentico, saporito, genuino, con il sorriso in bocca. L’Azienda si sviluppa su sette ettari profumati di macchia mediterranea che sembrano fin da subito un’oasi, un paradiso profumato di essenze sorprendenti: piace alle api, piace a Paolo ed Enrico. I terreni sono acquistati, abitati, amati. Per anni vi si produce dell’ottimo miele. Solo tempo più tardi il miele si mescola con il mirto e il prodotto che nasce è eccezionale, unico nel suo genere, balsamico, fragrante, cremoso, insomma è il Mirto Rosso di Sardegna firmato Bresca Dorada. Consolidato il loro Mirto, prodotto di punta dell’azienda Bresca Dorada, Paolo ed Emilio dopo quattro anni di prove ed esperimenti con oltre quaranta infusioni di erbe e piante aromatiche, raccolte dalle montagne del Gennargentu alle coste orientali della Sardegna, alla ricerca del difficile equilibrio fra le note amaricanti, balsamiche, speziate ed agrumate, hanno elaborato questo Mirtamaro in cui l’infuso di bacche di Mirto impreziosisce le note degli infusi di erbe. Fanno parte di questo mix erbe officinali come Elicrisio, Rosmarino, Corbezzolo, Lentischio, Ginepro, Lavanda, Fillirea, Erica, Eucalipto e la Malva, piante aromatiche e officinali di cui la Sardegna è ricchissima. L’esigenza di produrre un amaro nasce con il desiderio di finire le proprie serate e cene con amici e visitatori con un prodotto voluttuario che unisse la tradizione sarda del mirto a quella dell’amaro tipico dopo-pasto nazionale ed è cosi che prende vita Mirtamaro. La produzione dell’amaro inizia con l’infusione idroalcolica, in serbatoi in acciaio inox, di una miscela di erbe e piante, essiccate e fresche, finemente triturate. Durante la lenta infusione, che dura alcuni mesi, le parti aromatiche vengono delicatamente estratte dalla soluzione alcolica. Nella produzione del Mirtamaro bisogna anche ricordare che non vengono utilizzati coloranti, aromi e stabilizzanti: è un prodotto totalmente naturale. Al termine dell’infusione, quando la parte vegetale è ormai esausta, viene spillato l’infuso e le erbe ancora impregnate di alcool pressate per recuperare preziose parti aromatiche. L’infuso filtrato è aggiunto ad uno sciroppo di acqua e zucchero. Dopo avere raggiunto il grado alcolico previsto del 30% vol. ed averlo verificato insieme al ph. nel laboratorio interno, viene effettuata una valutazione organolettica che se positiva ne permetterà l’imbottigliamento. Il Mirtamaro non è filtrato secondo le metodologie normalmente utilizzate, ma viene sottoposto unicamente ad una leggera filtrazione con filtri a cartuccia di cotone ritorto prima del suo imbottigliamento. Nella produzione del Mirtamaro non sono utilizzati coloranti, aromi e stabilizzanti e tutti i materiali di scarto vengono inviati ad una ditta del Nord Italia che li rigenera attraverso la creazione di altri prodotti ad uso quotidiano. Nel degustarlo ad ogni sorso abbiamo potuto godere appieno delle sensazioni e delle emozioni che questo amaro dal gusto selvaggio ma delicato sa trasmettere nell’evocare l’isola di Sardegna, con i suoi sapori erbacei che lasciano dopo poco spazio al carattere del mirto in un prolungato piacere del palato.

 

Nell’eventualità Voi vorreste farvi rapire dai sapori e profumi della Sardegna potete richiedere il Vostro Mirtamaro a:

Bresca Dorada

Località Cann’è Frau

09043 Muravera, Ca

Tel. +39 0709949163 – +39 0709949174

commerciale@brescadorada.it

www.brescadorada.it

 

 

Matteo Zed

COSIMO BURTI – ROSSO SICILIA

Cosimo, raccontaci di Rosso Sicilia, una giovane realtà tutta siciliana.

Rosso Sicilia nasce da due amici, grandi appassionati di vino e fortemente legati al mondo agricolo e alle tradizioni siciliane che decidono di mettersi in gioco con la voglia di creare un prodotto che rappresenti al meglio la sicilianità.

 

Qual è l’idea dietro Rosso Amaro e come nasce la sua ricetta?

Abbiamo ripreso una vecchia ricetta di famiglia e l’abbiamo rivisitata in chiave moderna, rafforzando il legame con la Sicilia attraverso l’utilizzo del Nero d’Avola – il principe dei vitigni siciliani – e un mix di erbe e piante tipiche della campagna siciliana, dall’alloro al timo e al carrubo, senza dimenticare la scorza di arance amare e di limone.

 

Cosimo, ci potresti descrivere il processo produttivo e le botaniche che danno vita a Rosso Amaro?

La particolarità della lavorazione di Rosso Amaro deriva da una doppia infusione. Una prima fase del processo produttivo inizia in cantina, con l’infusione di alcune erbe nel vino Nero d’Avola, un vino biologico prodotto nel territorio siracusano. La seconda fase è quella tipica della produzione degli amari, attraverso l’infusione delle piante ed erbe aromatiche (alloro, timo, carrubo, scorze di limoni e arance amare, e molte altre) nell’alcol. Il processo si conclude con la miscelazione dei due infusi e l’aggiunta dello zucchero. Abbiamo fatto tante prove e panel di degustazione per giungere alla ricetta finale, che ha dato vita a un liquore equilibrato, che mantiene il suo principale effetto digestivo, senza lasciare un retrogusto eccessivamente amaro. E Rosso Amaro non risulta mai stucchevole!

 

Rosso Amaro è un prodotto nuovo ma che guarda alla tradizione con sguardo attento, qual è il vostro consiglio per degustarlo al meglio?

Rosso Amaro è il primo amaro a base di Nero d’Avola. Ed è proprio la presenza del vino, con le sue percezioni di frutti rossi e spezie, che lo rende un liquore “unico”. Rosso Amaro sorprende per la sua versatilità. Può essere bevuto a fine pasto a temperatura ambiente, per apprezzare al meglio la complessità dei suoi aromi. Ottimo se consumato freddo, ma non ghiacciato. Inoltre, Rosso Amaro è una base perfetta per aperitivi e cocktail con grande connotazione siciliana. E Rosso Amaro riesce a fare sbizzarrire anche pasticceri e chef, per la preparazione di praline di cioccolato e piatti a base di carne e di pesce.

 

Negli ultimi anni negli U.S.A. è scoppiata l’amaro-mania: il nuovo trend che vede protagonista nel settore beverage l’amaro. Quale crede che sia il quid che farebbe spopolare l’amaro anche qui in Italia?

Anche in Italia da qualche anno c’è una maggiore attenzione dei consumatori verso gli amari. Probabilmente questo è dovuto a una maggiore conoscenza del vino e dei distillati, alle degustazioni sempre più frequenti e al lavoro che i bar e i ristoranti stanno facendo per fare apprezzare questi liquori straordinari, tipici della tradizione italiana.

 

Gli amari sono sempre più utilizzati dai bartender per la creazione delle loro ricette, qual è il tuo consiglio per utilizzare nel migliore dei modi Rosso Amaro in miscelazione?

Per mantenere la sua sicilianità e rievocare i profumi tipici della campagna siciliana, Rosso Amaro dà il massimo usato come base di cocktail che utilizzano arance e limoni nella loro composizione. Ottimo per un Americano, un Negroni o per uno Spritz in cui la fetta d’arancia enfatizza la sua componente aromatica.

 

Per concludere, Cosimo, quali sono i prossimi obiettivi di Rosso Sicilia?

Siamo un’azienda giovane e stiamo lavorando principalmente per strutturare al meglio la nostra rete vendita non trascurando anche il mercato estero, parallelamente trascinati dalla forte passione che abbiamo per il nostro lavoro sperimentiamo continuamente nuovi prodotti da affiancare al nostro Rosso Amaro.

 

 

Martina Proietti

ELISA BELVEDERE MAZZETTI – MAZZETTI D’ALTAVILLA

Elisa, ci puoi raccontare la storia della tua azienda e come è nata l’idea dell’Amaro?

Certo! Noi siamo distillatori dal 1846, quindi 172 anni di storia. La nostra è una famiglia che si tramanda, di generazione in generazione, la passione per la distillazione. Rappresento, insieme alle due mie sorelle, la settima generazione che, appunto, porta avanti la produzione della grappa. L’Amaro d’Altavilla rappresenta un’infusione di differenti erbe in grappa, componente basilare in tutti i liquori di nostra produzione, e alcool.

 

Hai detto che siete tre sorelle alla guida di quest’azienda, quanto è difficile essere donna nell’industry del beverage?

È sicuramente un ambiente in cui bisogna dimostrare di avere carattere, motivazione e fermezza. Fino a non molto tempo fa la distillazione era affare prettamente maschile: sta però alle produttrici portare in questo mondo tutto il grande valore aggiunto che la femminilità può dare. Da due anni il mio impegno su questo fronte ha assunto un ruolo ancora più importante in virtù della presidenza da me rivestita nell’Associazione Donne della Grappa. Noi ce la mettiamo tutta, vedremo i risultati!

 

Potresti darci qualche dettaglio sulle botaniche utilizzate nella produzione del vostro Amaro?

Nella produzione dell’Amaro d’Altavilla sono utilizzate tredici erbe raccolte sui rilievi che compongo l’arco alpino e appenninico che contorna il nostro Piemonte. Ogni varietà dona note assai particolari al prodotto e porta con sé le proprietà profumanti, aromatizzanti e digestive. Qualche nome? Ad esempio la salvia, il tarassaco, la maggiorana, radici di genziana e liquirizia, il timo e la china ed altre erbe ancora. Il nostro Amaro nasce da una doppia infusione: una parte delle erbe viene posta a macero in Grappa di Moscato Invecchiata mentre la restante parte viene messa in infusione in alcool, insieme a scorza d’arancia e di limone. Infine le due infusioni vengono sapientemente miscelate… et voilà il nostro amaro è pronto!

 

Quant’è dura portare sulle spalle un nome come Mazzetti?

Abbastanza! È sicuramente un onore, bisogna però anche riuscire a dimostrare che i 172 anni costituiscono una storia che ci permette di avere radici ben salde ma al contempo di poterci sempre rinnovare. Sentiamo il dovere il dare freschezza all’immagine del distillato italiano mantenendone l’identità originaria. Inutile sottolineare che è una grande responsabilità!

 

Mazzetti d’Altavilla per tutto il Mondo è sinonimo di grappa. Attualmente state spingendo molto sul vostro Amaro, come lo vedi legato all’argomento miscelazione?

Stiamo puntando molto negli ultimi anni proprio sulla miscelazione e l’Amaro si sta dimostrando un prodotto adatto, facilmente miscelabile, che può dare quel tocco in più anche nei cocktail classici. Non a caso quest’anno abbiamo ideato un Calendario Artistico sul tema della mixology con cocktail inediti tutti da scoprire. Non resta che contattarci per averne una copia e poter curiosare la lista dei drink da noi selezionati!

 

Che cosa diresti ai professionisti del bere miscelato italiano per far sì che possano abbracciare il vostro Amaro, portarlo al bar e cominciare a miscelarlo?

Potrebbe essere una bella sfida: abbandonare un percorso tradizionale per lasciarsi tentare da quelle che sono le innovazioni del momento!

 

Elisa, Mazzetti d’Altavilla è una delle più antiche distillerie italiane, cosa pensi di chi produce utilizzando tecniche come l’aromatizzazione che, se pur permessa dal disciplinare europeo, per dei puristi come voi è sicuramente una sorta di sacrilegio?

Assolutamente! Noi siamo, per esattezza, la seconda distilleria più antica d’Italia, quindi per noi il metodo di distillazione tradizionale, il metodo discontinuo, che punta sulla qualità e non sulla quantità di prodotto, è fondamentale. Chi si avvale di scorciatoie, se vogliamo dire così, e che quindi va a snaturare quella che è la realtà del distillato di bandiera, non si rende conto probabilmente del danno che fa alla cultura del beverage italiano. Ovviamente noi continuiamo per la nostra strada mettendo al primo posto la qualità del prodotto.

 

Chi fosse interessato ad avere i magnifici prodotti Mazzetti d’Altavilla nel proprio bar, come può contattarvi?

Innanzitutto abbiamo un sito internet www.mazzetti.it, un numero di telefono +39 0142926147 e un indirizzo email info@mazzetti.it. Inoltre ci potere trovare su tutti i social network. Ovviamente la nostra sede è aperta ogni giorno a tutti coloro che intendono diventare maggiormente consapevoli circa il nostro distillato.

 

Quali sono i prossimi obiettivi di Mazzetti d’Altavilla?

Continuare sulla strada intrapresa negli ultimi anni: riuscire a meglio comunicare tutta la virtù dei nostri distillati e portare il pubblico a una conoscenza più approfondita del prodotto Grappa con un particolare focus sul pubblico più giovane che diventerà il consumatore di domani. L’obiettivo è trasmettere cultura in modo da educare le nuove generazioni ad un consumo responsabile e di qualità. Inoltre stiamo investendo anche su nuovi prodotti con affinamenti particolari, per esempio quest’anno abbiamo proposto una Grappa di Barolo affinata nelle botti di Bourbon, e una Grappa di Moscato affinata nelle botti di Vermouth. Il prossimo anno nuove sorprese!

 

 

Matteo Zed

AMARO INDIGENO

Sicilia

Catania

Agata Di Fede, maestra di cucina siciliana per stranieri, e Rita Cocuzza, giornalista e scrittrice, sono le creatrici di Amaro Indigeno. Agata e Rita sono accomunate da un amore viscerale per il loro territorio: la Sicilia, una terra dinamica, sempre alla ricerca di novità, ma senza tralasciare mai le sue più antiche tradizioni. Amaro Indigeno non deriva da un’antica ricetta familiare tramandata da generazioni, è un prodotto giovane che racconta la selvaggia campagna siciliana strizzando l’occhio al sapere tradizionale di una cultura ricca e variegata. Amaro Indigeno nasce in cucina nel 2015 dalla sperimentazione di Agata e Rita con la voglia di racchiudere in un progetto coinvolgente il sapore e il fascino della Sicilia.

Allora, abbiamo chiuso gli occhi e attraversato i nostri sogni lasciandoci guidare dall’istinto.

All’origine di Amaro Indigeno c’è la voglia di raccontare quelli che sono i piccoli piaceri della vita e l’immenso senso di appartenenza verso questa terra così ricca e così profondamente in sintonia con la natura. Amaro Indigeno è un amaro intenso, dolce-amaro, studiato su combinazioni di erbe spontanee di Sicilia unite a un ingrediente gustoso, nuovo, affascinante e ricco di virtù benefiche: la melagrana. La nota più dolce di questo meraviglioso frutto invernale, infatti, è bilanciata dalla presenza della carruba, della scorza d’arancia, e dell’energia vigorosa delle erbe amare spontanee dell’Etna. Amaro Indigeno è ottimo assaporato freddo in purezza, ma rivela tutto il suo carattere e la sua versatilità nella composizione di ricette dei cocktail più svariati anche grazie alla sua gradazione alcolica di 32% vol.

 

Per chi fosse incuriosito da questo amaro unico può contattare:

INDIGENO SRL

Catania

Tel. +39 3459935676 – +39 3442336727

www.amaroindigeno.it

 

 

Martina Proietti

GIOVANNI SAMPERI – AMARO MÉNNULA

Salve Giovanni, grazie mille del tuo tempo e disponibilità per offrire noi ed ai nostri followers di conoscere meglio la vostra azienda e Amaro Ménnula. Innanzitutto raccontami come è composta l’azienda, come l’idea di produrre liquori è nata e ogni dettaglio riguardo la vostra storia e il luogo dove producete.

Preparare un amaro è un’operazione piuttosto semplice, ma creare un amaro pregiato e di carattere è un’ambizione e un’intuizione! È necessario saper riconoscere gli ingredienti di qualità, ricercare l’unione e cablare con l’essenza, è questo che io e il mio socio abbiamo cercato di fare per creare un prodotto eccellente, ma lasciamo ai nostri amici consumatori definire se potrà diventare un prodotto di eccellenza! Prima di raccontarvi dell’amaro, facciamo un passo indietro, da dove e come ha inizio questa storia. Io, Giovanni, e il mio amico nella vita e socio nel lavoro Antonio, nasciamo come ristoratori. Lui figlio d’arte, il padre e il nonno, grandissimi chef nel panorama siciliano, 14 anni fa inauguriamo un nuovo ristorante, dove la peculiarità era la cucina tradizionale siciliana rivisitata in chiave moderna, utilizzando prodotti del territorio e in parte di nostra produzione. Questo ristorante si trova immerso in dieci ettari di verde, dove per quasi un ettaro è un mandorleto. L’utilizzo della mandorla, inizialmente era solo rivolto ai nostri piatti , ma successivamente diventò l’elemento chiave di un nuovo progetto. Iniziammo a creare un’infusione delle nostre mandorle, provando a combinarlo con alcune erbe… da qui l’inizio del progetto Amaro Ménnula (in siciliano: mandorla).

 

La vostra è una produzione altamente naturale che utilizza materia prima di qualità prodotta in casa contro tutti coloro che producono amari utilizzando aromi alimentari e industriali. Cosa fa inoltre la Vostra azienda per rispettare l’ambiente circostante durante la produzione?

Oggi le metodologie di lavorazione sono di impostazione tradizionale ma realizzate con tecnologie all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e possiamo garantire il km 0 e l’autenticità delle materie prime. Il nostro amaro si caratterizza per il suo profilo aromatico sensoriale unico e per il piacevole residuo zuccherino che lo rende leggermente abboccato e con una vezzosa nota mandorlata. Le diverse materie prime, alla base del nostro amaro provengono da aziende agricole siciliane, tra cui la nostra, ubicate nelle vicinanze dal luogo di produzione.

 

Vorrei sapere di più sull’Amaro Ménnula, puoi tu per favore descrivere la sua produzione partendo dalla tipologia delle botaniche che lo compongono fino all’imbottigliamento e all’etichettamento.

Le nostre erbe sono state scelte con oculatezza: pochi sanno forse che l’artemisia oltre alle note proprietà salutistiche è un’erba di facile reperibilità tanto da essere considerata erba infestante in certi casi… è proprio questo che psicologicamente volevamo tramettere: Ménnula deve diffondersi spontaneamente e “infestare” il mercato degli ammazzacaffè. Il citrus sinensis che altro non è che le scorze delle arance dolci così volgarmente chiamate da cui si estrae il limonene insapitatore che troviamo in natura e che conferisce al nostro amaro un’ulteriore appartenenza al territorio. Infine abbiamo scelto di usare la gentiana che abbiamo impiantato in un terreno di nostra proprietà poco distante dalle pendici dell’Etna, visto che in Sicilia non cresce spontaneamente ma solo sulle zone alpine, perché avevamo bisogno di qualcosa che desse il caratteristico sapore amaro ma allo stesso tempo si sposasse bene con le altre scelte aromatiche sensoriali… e a nostra sorpresa sono venute su belle e forti ed è cosi quasi per scommessa con la natura abbiamo vinto questa combinazione di ingredienti. Ma il tocco esclusivo l’hanno dato però le nostre mandorle. Anche qui un po’ per enfatizzare il gusto abbiamo sperimentato questo ammollo per giorni con le nostre mandorle amare e abbiamo ottenuto questo connubio di emozioni ma soprattutto di intenzioni… Un vero amaro dal carattere siciliano.

 

La Sicilia è terra di produzione di tantissimi e buonissimi amari con una media superiore al resto d’Italia, quanto è difficile inventarsi un prodotto che possa superare la concorrenza locale soprattutto per innovazione e diversità per posizionarsi poi sul mercato nazionale creando curiosità nel finale consumatore?

Attenendoci alla filosofia della nostra cucina e dei nostri piatti! Abbiamo, infatti, immaginato un amaro che esprimesse un forte senso di territorialità, da qui il nome Ménnula, in dialetto siciliano, ma vestito con un etichetta giovane e moderna, che rappresenta una Sicilia giovane e attuale.

 

L’amaro Ménnula nasce da una vecchia leggenda e da una ricetta di un lontano passato riportato al presente in modo meraviglioso… quali sono però i vostri obiettivi per il futuro?

Tanti sono i nostri obiettivi, ma prima di tutto è affermarci nello scenario dei liquori regionali e nazionali, restando sempre un prodotto di fattura artigianale e rivolto ad un mercato di nicchia, dunque escludendo la grande distribuzione.

 

Il vostro amaro è un prodotto davvero gradevole non solo per il palato ma anche come perfetto ingrediente per drinks classici, moderni ed esotici. L’Amaro Obsession Team fa il possibile per divulgare questo verbo agli addetti ai lavori e agli amatori, ma voi come produttori cosa vorreste dire ai bartenders o agli chef o a tutti gli addetti ai lavori che ci seguono, come utilizzare al meglio il vostro prodotto  in cucina o dietro un cocktail bar?

Proviamo sempre ad immaginarci il nostro amaro, miscelato insieme ad altri liquori per la creazione di drink e cocktail, o protagonista di nuovi piatti e ricette, ma lasciamo ai professionisti del settore, bartenders e chef , l’utilizzo nel miglior modo possibile di Ménnula, sicuri che saranno all’altezza di esaltare il gusto del nostro prodotto.

 

 

Matteo Zed

AMARO DELL’ABATE

Calabria

San Giovanni in Fiore CS

Nel cuore della Sila, più precisamente nel comune di San Giovanni in Fiore, ha sede l’azienda Sapori Silani di Alessio Antonello. Sapori Silani nasce con l’obiettivo di dare nuova vita a prodotti tradizionali, spesso di produzione domestica, che rischiano mano a mano di scomparire. L’operazione dell’azienda di San Giovanni in Fiore, dunque, è un’operazione culturale tesa alla conservazione e valorizzazione di vecchie tradizioni, oltre a quella di produrre degli ottimi liquori strettamente legati al territorio. Questa giovane azienda locale è l’esempio, quindi, di un’imprenditorialità nuova, attenta alle tradizioni e alle risorse del luogo, segno di un cambiamento che è già cominciato. La Sila, nei suoi boschi e nelle sue radure, è ricca di essenze aromatiche dal profumo inebriante e dalle molteplici proprietà curative. Numerose sono le erbe officinali presenti nel patrimonio floristico della Sila, alcune di queste sono esclusive dei rilievi calabresi, altre sono esclusive dell’Appennino meridionale.Nell’anno mille i monaci florensi si insediarono in San Giovanni in Fiore, proprio dalla loro antica tradizione liquoristica e dalla loro usanza di collezionare le erbe per la produzione di liquori digestivi attraverso l’utilizzo di erbe silane nasce l’Amaro dell’Abate, che si ottiene per macerazione in acqua distillata e alcool purissimo. L’Amaro dell’Abate è composto da una miscellanea di erbe amare ed aromatiche tutte provenienti dal territorio silano, la cui ricetta è tenuta ad oggi rigorosamente segreta. Al naso l’Amaro dell’Abate sprigiona tutti i profumi delle erbe montane, senza essere troppo invadente, il gusto risulta amaro al punto giusto seguito da un lungo finale ricco di sentori freschi e aromatici. Con una gradazione del 35% Vol. l’Amaro dell’Abate risulta essere moto versatile, bevuto liscio o on the rocks è un ottimo digestivo per il fine pasto, ma con le sue peculiari note aromatiche diventa un ottimo ingrediente nella preparazione di cocktails unici.

 

Chi, come noi di Amaro Obsession, volesse innamorarsi di Amaro dell’Abate può contattare:

Sapori Silani

Via Montagna Grande, 25

87055 San Giovanni in Fiore CS

Tel. +39 0984991692

Cell. +39 3475813596

info@saporisilani.it

www.saporisilani.it

 

 

Martina Proietti

PIERO NUVOLONI-BONNET – ARGALÀ

Piero, raccontaci un po’ di Argalà.

Argalà nasce ufficialmente nel 2011, ma io e il mio socio Enrico abbiamo iniziato dieci anni fa, per gioco, producendo il primo Pastis artigianale italiano (che non è un amaro, ma ci si può avvicinare per le proprietà digestive delle erbe di montagna contenute al suo interno). Nel 2015 abbiamo deciso di restaurare un’ex-stalla creando un liquorificio più grande e lì hanno preso vita nuovi prodotti, tutti strettamente legati al nostro territorio, con alla base erbe e botaniche provenienti da aziende agricole biologiche della nostra zona, inoltre dalla scorsa primavera abbiamo iniziato a piantare di fronte alla distilleria delle piante officinali da utilizzare in produzione. Al momento il nostro portfolio prodotti comprende: il Pastis artigianale alle erbe di montagna, il Gin artigianale al Genepy, l’Aperitivo Bitter artigianale alla Genzianella e, la nostra ultima creazione, l’Amaro artigianale Alpino.

 

Il vostro Amaro artigianale Alpino e il vostro Aperitivo Bitter artigianale sono dunque un biglietto da visita del vostro territorio, puoi raccontarci un po’ di più su questi due prodotti?

Il nostro Aperitivo Bitter artigianale è arrivato prima dell’Amaro artigianale Alpino e la storia che c’è alle sue spalle fa sorridere. Nel 2016, per l’addio al celibato di mio cognato, eravamo sulla montagna alle spalle del nostro liquorificio. Era tarda primavera e c’era una fioritura molto bella di genzianella. Enrico ed io, curiosi di assaggiare un po’ di tutto, abbiamo assaggiato il fiore fresco di genzianella e per rifarci la bocca dall’amaro del fiore abbiamo bevuto un energy drink preparato da noi con fiori di ibisco e zucchero e abbiamo detto: “è rosso, è amaro, abbiamo il Bitter!”. In liquorificio poi abbiamo fatto diversi esperimenti e abbiamo trovato la ricetta definitiva del nostro Aperitivo Bitter artigianale alla genzianella. L’Amaro artigianale Alpino, invece, è la nostra New Entry, un prodotto su cui abbiamo lavorato parecchio perché avevamo proprio voglia che ci fosse la montagna nel nostro Amaro, ma volevamo anche un prodotto che fosse facile da capire e che tutti riuscissero a berlo. Le botaniche principali presenti nel nostro Amaro artigianale Alpino sono gli aghi di pino, la lavanda, i fiori di sambuco e le scorze di arancia.

 

Il vostro non è il classico packaging, è un’idea nuova, da dove nasce?

Il packaging nasce un po’ per caso! Ho disegnato io stesso la prima etichetta del Pastis posizionando la scritta Argalà (che nel nostro dialetto significa “molto soddisfatto”) verticalmente affiancata da una stella che simboleggiasse l’anice stellato, ma più che una stella sembrava un cane e quindi ora ci siamo tenuti il cane!

 

In questi anni, dove siete riusciti ad arrivare con la distribuzione nel mondo?

Al momento, oltre ad avere la distribuzione sul territorio italiano, siamo presenti in Francia, in Germania, in Danimarca, in Australia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

 

Argalà punta molto ad arrivare dietro i banconi dei bar di buona parte del globo, in Italia se un bartender volesse acquistare Argalà a chi si deve rivolgere?

Innanzitutto invitiamo i bartender a venirci a trovare nel nostro liquorificio a Boves in provincia di Cuneo, che è la cosa che Enrico ed io apprezziamo di più perché assaggiando i prodotti in liquorifico per noi è molto più semplice raccontarli e spiegare come avviene la produzione e da dove nasce il legame con il nostro territorio. In Italia al momento siamo distribuiti da Velier.

 

Cosa diresti ad un professionista del beverage italiano affinché usi l’Amaro e il Bitter Argalà nel giusto modo?

La cosa che mi preme sottolineare è che Argalà ha una sua forte identità e si fa sentire anche nella miscelazione. Io consiglio i nostri prodotti nella preparazione di cocktails perché hanno dei sentori alpini unici e riescono ad essere l’elemento che aiuta a differenziarsi!

 

Quali sono i prossimi obiettivi di Argalà?

Essendo a 60 km dalle Langhe, zona molto importante per la produzione di vino, abbiamo iniziato, con un gruppo di Cocktail Bar di Parigi, tra cui Little Red Door, una produzione di Vermouth che si chiamerà Baldoria.

 

 

Matteo Zed