Blog Page

LIMOLIVO

Puglia

Torremaggiore FG

La Carlucci Food è una società di Torremaggiore, in provincia di Foggia, composta da diversi amici che hanno in comune la passione per la propria terra, la Puglia, e per i prodotti made in Italy di alto pregio. Saverino Carlucci, insieme con gli altri soci, ha scelto i migliori prodotti della loro amata terra, realizzati con saggezza artigiana e tradizione, per arrivare nei luoghi più lontani ed esportare una qualità tutta made in Puglia. L’azienda possiede diversi uliveti ultrasecolari dalle cui olive produce un olio extravergine di altissima qualità grazie ad una monocultivar denominata “Peranzana”, questo pregiato olio è di casa nelle gastronomie e nell’alta ristorazione. Dall’infusione in alcol delle foglie degli ulivi di questi uliveti ultrasecolari viene prodotto l’Amaro Limolivo. La storia di questo Amaro si perde nella notte dei tempi: già ai tempi dell’Antica Roma, i Romani si cimentavano nel preparare un estratto dalle foglie di ulivo per utilizzarlo come medicamento per abbassare la febbre e diminuire i gonfiori dello stomaco. Le proprietà delle foglie di ulivo sono state sfruttate anche nei secoli successivi: si narra che all’incirca verso l’anno Mille un nobile signorotto del Gargano, sofferente di pressione alta, non volendo sottoporsi al salasso delle sanguisughe, unico rimedio allora conosciuto, diede incarico a dei monaci residenti sul Monte Gargano di trovare un medicamento al suo problema. I frati, maestri nell’erboristeria e nella liquoristica, ben presto scoprirono che dall’infusione in alcool delle foglie di ulivo si produceva non solo un buon liquore che aiutava la digestione ma anche un fantastico rimedio per livellare la pressione del sangue. La notizia di questo nuovo medicamento si sparse in tutti gli ambienti nobiliari e fu imposto ai frati di conservare gelosamente la ricetta per rendere tale preparato ad esclusivo appannaggio di re, regine e cortigiani. Questo liquore era così prezioso e prelibato che ne scrisse anche Dante nel ventunesimo canto della Divina Commedia appellandolo “Liquor d’ulivo”.  Le proprietà terapeutiche dell’Amaro Limolivo, dovute all’infusione delle foglie d’ulivo in alcol, sono state certificate da diversi centri di ricerca universitari i quali affermano che grazie ai polifenoli contenuti nelle foglie d’ulivo, potenti antiossidanti, il Limolivo aiuta l’organismo nella digestione, nel prevenire il diabete, funge da regolatore della pressione del sangue e previene addirittura il morbo di Alzheimer. L’Amaro Limolivo ancora oggi è preparato seguendo l’antica originale ricetta gelosamente custodita dalla Carlucci Food, società detentrice del marchio registrato. L’antica ricetta dell’Amaro Limolivo prevede l’infusione in alcol di altissima qualità delle foglie di ulivo affinata dall’infusione anche di scorze di arancia e di limone. In degustazione, questo prelibato Amaro risulta piacevole e rotondo al gusto, non eccedendo nella quantità di zucchero, e presenta un retrolfatto agrumato. Il suo tenore alcolico è moderato (28% vol.) e fa sì che Limolivo sia una perfetta bevanda per ogni ora del giorno, bevuto liscio, freddo o a temperatura ambiente, o con ghiaccio rilascia ogni suo aroma e profumo, ma è anche un ottimo ingrediente da miscelare in un cocktail aperitivo o in un drink after dinner.

 

In una bottiglia di Limolivo non è contenuto solamente un caratteristico Amaro, ma storia, arte, scienza e cultura. Per saperne di più potete contattare

Carlucci Food srls

Via Villaglori, 83

71017 Torremaggiore FG

Tel. +39 0882382428 – +39 3454187870

carluccifoodsrl@gmail.com

www.carluccifood.com

 

 

Martina Proietti

CRITHMUM

Basilicata

Maratea PZ

Produrre un amaro non è una cosa facile e soprattutto tra i molti che in questo momento si improvvisano erbalisti, ve ne sono altri come Liberatore Gianpaolo e Biagio Schettino che sanno esaltare la propria fantasia e creare qualcosa di unico con ingredienti  ricercati, simbolo però della territorialità e della tradizione. Crithmum è un Amaro, la cui botanica di maggior importanza, che da anche il nome al prodotto è il Crithmum Maritimum, volgarmente detto finocchio marino. Il Crithmum Maritimum è una pianta appartenente alla famiglia delle Apiaceae diffusa in tutto il mediterraneo e sulle coste atlantiche fino alla Scozia. Come molte piante marittime, il Crithmum Maritimum si comporta ecologicamente da alofita nitrofila, cioè come una pianta che accetta (o talvolta necessita) una salinità relativamente elevata nel substrato nonché degli apporti azotati importanti. Sul litorale, Crithmum Maritimum occupa una fascia piuttosto ristretta che va dalla zona sopralitorale superiore fino a tutta quella porzione di scogliere e falesie che ricevono gli spruzzi delle onde: praticamente la distribuzione di questa pianta disegna con precisione la cosiddetta “zona degli spruzzi”. Da un punto di vista fitosociologico, Crithmum Maritimum rappresenta uno degli elementi caratteristici ed indicativi delle comunità floristiche tipiche della “zona degli spruzzi” delle coste rocciose europee. A Maratea, località che dà i natali al nostro Amaro, il Finocchio Marino è presente in grandi quantità lungo le rocce che popolano la costa Lucana, la raccolta avviene esclusivamente a mano tra maggio e giugno e nel totale rispetto della pianta. Gianpaolo e Biagio sono due ristoratori della zona, entrambi appassionati del loro lavoro che svolgono con impegno e successo, ma sempre strizzando un occhio alla tradizione. È proprio un piatto tradizionale locale ad ispirare i due ragazzi, un antica ricetta dove le foglie di Crithmum venivano mischiate con alici, cipolle e olive in una nutriente insalata, piatto tipico della cucina peschereccia Lucana. Racconta Gianpaolo proprietario del Ristorante “La Taverna di Zu Cicco”, dove prima di aprire il proprio ristorante, Biagio era lo chef, che una volta aver inserito questo piatto nel menu del locale, molti vecchi pescatori risalivano dal porto per arrivare in centro, per assaggiare questa pietanza povera ma icona del territorio potentino. L’ispirazione dice Biagio guardando Giampaolo ci viene dal passato, quando da bambini, nei pomeriggi d’estate, ci siamo spesso ritrovati a giocare tra gli scogli tra salti, capitomboli, ferite provocate dalle rocce taglienti e strani ritrovamenti. L’elemento che sempre ci accompagnava era questo forte odore salmastro proveniente dal verde che riempiva le fessure tra le rocce. Quel verde era composto essenzialmente dal Crithmum Maritimum. Da adulti, il ricordo di quei giorni spensierati, ha fatto capolino quando, cimentandoci nella ristorazione, abbiamo cercato di ricreare i sapori e gli odori di un tempo. Il Crithmum Maritimum ci è venuto subito in mente proponendo, come già detto da Giampaolo, un’insalata di mare molto particolare, non gradita da tutti proprio per quel sapore eccessivamente salmastro. Ma non era sufficiente. Negli anni successivi, ripensandoci, abbiamo deciso di riproporre quella pianta in una veste più gradevole. Abbiamo fatto diversi esperimenti e quello che più ci ha soddisfatti è stato proprio il liquore. Abbiamo così deciso che quella poteva essere la strada per rivalutare una pianta caduta ormai in disuso. Nasce così “Crithmum. Il liquore del mare”. Il Crithmum ha una gradazione alcolica del 32% vol. si presenta con un bellissimo color ambra, tendente al verde, all’analisi olfattiva si presenta intenso e balsamico, richiama il tipico odore pungente delle scogliere mediterranee una volta mosso tra le mani e assaporato, il palato viene travolto da un sapore delicato e pungente allo stesso tempo, ammorbidito dalla camomilla e il Crithmum Maritimum. Meraviglioso dopopasto con un cubetto di ghiaccio oppure ottimo ingrediente in un Negroni Bianco al posto di un classico Bitter, accompagnato da un Vermouth Bianco e Gin.

 

Per sapere di più riguardo il Crithmum potete contattare

Giaskett di Liberatore Gianpaolo & C. sas

Via Roma, snc

85046 Maratea (PZ)

info@liquoredelmare.it

www.liquoredelmare.it

 

 

Matteo Zed

DON CARLO

Campania

Eboli SA

Da oltre 50 anni Gargiulo Coloniali e Enoteca ricerca i migliori sapori da tutto il mondo per emozionare i palati più esigenti con liquori e distillati. La continua ricerca e l’impegno gli sono valsi il premio Golosario 2016, famosa rassegna di cultura e gusto promossa da Club di Papillon e collegata al famoso Golosario di Paolo Massobrio. L’Amaro Don Carlo è uno dei prodotti di punta dell’azienda con le radici in provincia di Salerno ma con orizzonti internazionali. L’Amaro nasce 25 anni fa per una sperimentazione realizzata da Angela Caliendo, inizialmente si creò un Nocino, ma la voglia di creare qualcosa innovativo con uno sguardo alla tradizione spinse l’azienda ad evolverlo. Fino al 2010, Amaro Don Carlo, era venduto esclusivamente nello storico locale fondato nel 1966, Gargiulo Coloniali e Enoteca, dopo il 2010 è iniziata la distribuzione a livello nazionale e dal 2015 a livello internazionale. Amaro Don Carlo è prodotto solo con ingredienti naturali come erbe e spezie, tra cui Carciofo, Cannella, Chiodi di Garofano e Liquirizia, e il 60% di Mallo di Noce, preparato direttamente dall’azienda nel mese di giugno e stoccato per essere utilizzato nella produzione di Amaro Don Carlo, che lo rende adatto anche ai palati più esigenti. Il prodotto si presta per essere bevuto a fine pasto come digestivo, on the rocks, ma è anche ottimo nella miscelazione di nuovi cocktail dal sapore speziato.

 

Chi volesse maggiori informazioni riguardo Amaro Don Carlo può contattare

Gargiulo Coloniali e Enoteca

Viale Amendola, 137

Eboli, SA

Tel. +39 0828365338 – +39 3384735031

info@gargiulocoloniali.it

www.gargiulocoloniali.it

 

 

Gianmarco Blasi

AMARIO

Lazio

Roma

4 e 7. Questi sono i numeri di Alta Gradazione. 4 sono i giovani ragazzi con la passione del buon bere dietro questo nome (un nome un programma), 7 i loro prodotti, ossia i liquori. Roma la collocazione geografica, amici da sempre, studenti brillanti di materie scientifiche (uno matematica, uno fisica e due economia) ed entrati, per fortuna o sfortuna decidetelo voi, nel mondo del lavoro presto, forse troppo, sicuramente senza le adeguate riflessioni. Tutti e quattro si portano dentro, infatti, lo stesso sogno nel cassetto: fare qualcosa insieme che riesca ad avvicinarsi quanto più possibile alla loro passione per la liquoristica italiana. È Giacomo il primo a fare il grande passo, abbandonare la grossa società di consulenza per cui lavorava e buttarsi a capofitto nel nuovo progetto: nel 2017 nasce Alta Gradazione, oggetto sociale “produzione di liquori artigianali”. Il risultato sono 7 fantastici prodotti, ispirati a ricette tradizionali e non solo ma con un piglio moderno, frutto di una grande attività di ricerca e cura di materie prime eccellenti. Liquori piacevolissimi da degustare in purezza ma sorprendenti come componenti per cocktail. Oggi però a rubare la scena è l’ultimo nato, nonché la super star: Amario. L’Amaro per eccellenza, dal gusto forte, secco e marcatamente legnoso. È la sintesi di più di venti radici ed erbe tra le quali spiccano il Rabarbaro, la Genziana e l’Assenzio, ma i palati più raffinati non possono non riconoscere anche il Cardamomo con il suo tipico sapore speziato e di limone ed il sentore balsamico dell’Eucalipto. Una nota in più è data però dalla Galanga, apprezzata per la dolcezza a cui fa da contrappunto un retrogusto pungente, in larga parte assimilabile allo Zenzero. Inedita, ma soprattutto vincente, l’idea di sostituire in parte lo zucchero con la Melassa nera, ricca di minerali, che conferisce all’Amaro oltre ad un sapore esotico e lievemente fruttato un colore ambrato e caldo, che ricorda quasi il caramello. Ottima resa a fine pasto, ma davvero sorprendente anche miscelato. L’abbinamento tra i vari distillati e l’Amario è una frontiera assolutamente da scoprire e rappresenta una grande opportunità per rivisitare in chiave moderna alcuni grandi classici ma anche per accostamenti insoliti e azzardati.

Io qualcosa ho già provato, quindi potete crederci!

 

Per saperne di più sul nuovo nato di casa Alta Gradazione rivolgetevi a

Alta Gradazione

Piazza Stefano Jacini, 23

00100 Roma

Tel. +39 3395990492 – +39 3382857716

info@alta-gradazione.it

www.alta-gradazione.it

 

 

Matteo Zed

AMARO D’ABRUZZO ’77

Abruzzo

Lanciano CH

La Distilleria Jannamico Michele & Figli S.P.A. vanta oltre un secolo d’esperienza ed attualmente sono alla quarta generazioni di liquoristi, cardine fondamentale del loro lavoro è l’accurata scelta delle materie prime e dei fornitori. Difatti il fondatore Francesco Jannamico importava Rhum dalle Antille e dai Caraibi e allo stesso tempo dava vita, tramite studio e dedizione, a quello che in molte parti del Mondo è visto come “il Punch Abruzzese”. Lo fece conoscere con i suoi lunghi viaggi in diverse nazioni grazie ai suoi ampi orizzonti che andavano ben oltre la piccola realtà di Villa Santa Maria. La distilleria fu fondata a Villa Santa Maria nel 1888 e, migrando nel tempo, si è stabilita a Lanciano, nella provincia di Chieti, dal 1946. Uno degli Amari di spicco della distilleria JMEF è Amaro D’Abbruzzo ’77. L’idea della creazione di quest’Amaro deriva dalla voglia di rielaborare l’antica ricetta di un Punch composto da arancia, limone, mandarino, the nero e caramello con una base alcolica di Rhum. Amaro D’Abruzzo ’77 rispecchia la ricetta dell’antico Punch essendo composta da un blend di Rhum, zucchero bianco di qualità e l’infusione delle scorze di agrumi provenienti prevalentemente dalla zona del Galgano. Con una gradazione alcolica del 30% vol. Amaro D’Abruzzo ’77 si presenta con un aroma fresco e al contempo speziato. Al palato risulta, seppur leggermente abboccato, ben bilanciato con sentori agrumati di arancia e di limone. Amaro D’Abruzzo ’77 è ottimo per chiudere un pasto in dolcezza, per un tonificante bicchierino e, perché no, come ingrediente principe nelle ricette di nuovi cocktail.

 

Chi volesse maggiori informazioni riguardo Amaro D’Abruzzo ’77 può contattare

JMEF – Jannamico Michele & Figli

Zona Industriale Villa Martelli

Lanciano, CH

Tel. +39 087243369

info@jannamico.com

www.jannamico.com

 

 

Gianmarco Blasi

Molise: Pochissimi Amari e Liquori ma ricchi di qualità e tradizione.

Nel nostro viaggio abbiamo incontrato tante regioni d’Italia con pochissimi Amari nelle loro produzioni attuali seppur in passato abbiano avuto importanti produzioni a caratterizzarle, una di queste è sicuramente il Molise. Quando si parla del Molise in tavola si arriva a declamare spesso la bontà dei suoi formaggi più tipici, delle sue carni e dei suoi saporiti insaccati e dei suoi vini . Sembra essere stata dimenticata però la sua tradizione nei liquori e nei distillati che pure sono stati apprezzati nel secolo scorso da parte di tanti appassionati. L’Amaro alle Erbe, il Nocino, il Poncio e i suoi derivati restano comunque produzioni di pregio realizzate sia da aziende molisane che da tanti produttori casalinghi che ancora oggi si cimentano nella realizzazione artigianale, spesso arricchita da ingredienti e procedimenti segreti. L’esempio arriva dall’Amaro Molisano, liquore ottenuto da 32 tipi di erbe, radici, sostanze vegetali ed alcool buongusto, dalle riconosciute proprietà benefiche e digestive. L’Amaro Molisano viene prodotto in modo artigianale secondo una tradizionale ricetta, tramandata oralmente da diverse generazioni ma il procedimento resta quello classico con la macerazione, il filtraggio, l’invecchiamento e l’imbottigliamento. C’è poi il Nocino, liquore dolce a base di noci, dal colore marrone e dall’aroma pungente. Secondo la tradizione presente in alcuni comuni molisani, il miglior nocino viene prodotto raccogliendo le noci da utilizzare per la sua preparazione il giorno della festività del Martirio di S. Giovanni Battista (29 agosto). Per la sua preparazione occorrono: alcool buongusto, noci verdi, zucchero, acqua, noce moscata, cannella e chiodi di garofano. Una volta raccolte le noci ancora verdi, si puliscono e si tagliano in quattro parti mettendole in infuso con alcool in un recipiente di vetro che abbia la chiusura ermetica. La macerazione, che dura 38 giorni circa, deve avvenire esponendo il prodotto al sole; alla fine del periodo indicato si aggiungono: chiodi di garofano e facoltativamente noce moscata. Il tutto si tiene ancora in infusione per 2 giorni circa. La lavorazione successiva consiste nel far bollire lo zucchero sciolto in acqua, che una volta raffreddato, viene unito all’infuso; quindi si filtra e si imbottiglia lasciandolo riposare per circa un mese, pronto per il consumo. Non vengono aggiunti coloranti, additivi e conservanti. Per i gusti più delicati c’è poi il Liquore al Latte Liquore Milk, prodotto artigianalmente (preferibilmente) con il buon latte dei pascoli molisani, l’alcool, lo zucchero e gli aromi naturali fanno di questo prodotto una specialità di Campobasso rendendolo un prodotto originale ed esclusivo. La ricetta originale risale al 1840: gli aromi naturali vengono fatti macerare in alcool e l’infuso viene unito al latte, seguendo una tecnica tramandata di generazione in generazione, successivamente viene filtrato ed imbottigliato. Non vengono aggiunti additivi e conservanti. È possibile risalire alla sua produzione semi-industriale attraverso le locandine pubblicitarie realizzate da Lucien Achille Mauzan (uno dei precursori della pubblicità) nel 1923 nelle quali è indicata la “Crema Milk” come prodotto caratteristico di Campobasso. Inoltre vi sono attestati di partecipazione a mostre e concorsi, tra i quali merita di essere citato, il “Diploma di Gran Premio” e la medaglia d’oro conseguite per la partecipazione di una nota ditta di Campobasso, con la “Crema Milk”, all’Esposizione di prodotti dell’industria, alimentazione e di reclame, organizzata dell’ambito delle “Feste commemorative di Roma 1911”. Infine spazio al Poncio, liquore dolce a base di aromi vegetali, con il suo colore scuro dovuto allo zucchero bruciato. Anche per il Poncio la produzione viene eseguita con assoluta fedeltà rispetto alla ricetta originale risalente al 1840. Nell’alcool si mettono a macerare gli aromi naturali (bucce di agrumi e spezie varie) unitamente allo zucchero bruciato; quando il composto ha raggiunto le caratteristiche organolettiche tipiche, viene filtrato ed imbottigliato. Il nome “Poncio”, termine prettamente italiano, è dovuto al divieto imposto dal fascismo all’utilizzo di nomi e termini di lingua straniera. Anche per questo prodotto furono realizzate locandine pubblicitarie nel 1923 da parte di Lucien Achille Mauzan. Esiste anche la varietà al gusto di caffè: in questo caso le bucce degli agrumi, separate dalla parte bianca, tagliate sottilmente, unitamente ai chicchi di caffè macinati, si mettono in un contenitore di vetro a chiusura ermetica coprendole con alcool. Il tutto si lascia in infusione per 4 giorni circa. A parte, si fa bollire acqua con zucchero, fino a quando non si giunge al dimezzamento. Sempre separatamente si fa caramellizzare lo zucchero. Quest’ultimo si unisce all’acqua zuccherata quando è ancora bollente, si mescola e si fa raffreddare; successivamente si versa nell’alcool, si filtra e si imbottiglia.

 

 

Matteo Zed

AMARO 81

Lazio

Roma

Earth Mother Project è l’Azienda fondatrice della linea ViviMoringa. Vanta un’esperienza pluriennale nei progetti Green e gestisce una piattaforma agro-economica in Repubblica Dominicana leader nella produzione di materie prime 100% organiche destinate al settore alimentare, fitoterapico e del benessere. ViviMoringa è caratterizzata da tre Business Unit principali: una linea di integrazione alimentare, una di cosmetica naturale, e una produzione Food composta da cioccolato realizzato con cacao crudo e Moringa Oleifera e da Amaro81. Presentato nel 2017 a Bologna, Amaro 81 è il primo e unico Amaro che presenta alla base del blend di botaniche la Moringa Oleifera. Proprio per questa particolarità l’azienda ha investito molto tempo per la formulazione della ricetta perfetta, una ricetta che non ricordasse nessun altro Amaro. Con una gradazione alcolica del 30% vol. e una componente zuccherina non superiore al 10%, Amaro 81 presenta un aroma inebriante, fresco e speziato. Al palato risulta ben bilanciato con sentori di Genziana e China, ha un retrogusto piccante donato dal Pepe Indiano unito a un retrolfatto agrumato di Arancia e Mandarino. Amaro 81, oltre ad essere un gradevole Amaro digestivo per il dopo pasto, risulta molto versatile per il miscelatore moderno nella creazione di nuovi cocktail e non lascia indietro le proprietà espettoranti della botanica alla base della ricetta: la Moringa Oleifera. L’erborista che ha preso parte alla formulazione della ricetta di Amaro 81 e anche il comitato scientifico costituito dalla Earth Mother Project per la linea ViviMoringa hanno valutato l’assunzione di Amaro 81, insieme con acqua calda e la giusta dose di miele, come decongestionante delle alte vie respiratorie durante il periodo invernale. Il nome “Amaro 81” è stato scelto perché l’anno 1981 è stato l’anno in cui ha iniziato a concretizzarsi l’idea imprenditoriale del Presidente dell’Azienda dando vita a tutte le realtà che caratterizzano la sua attività professionale fino ad oggi. Per quanto riguarda il packaging si è optato per una bottiglia dal nome “Antica Farmacia” per un voluto collegamento con la tradizione erboristica nell’accezione originaria della farmacia (la forma della bottiglia ricorda le antiche ampolle utilizzate dagli speziali). Lo stile grafico, al contrario, è molto attuale e ricercato, con ispirazione al periodo del proibizionismo americano, e conferisce un alto fascino all’Amaro.

 

Per conoscere più a fondo questo Amaro unico che soddisfa anche i palati più esigenti, e se siete desiderosi di provare sapori unici e particolari, rivolgetevi a

ViviMoringa

Via Sardegna 38 00188 Roma

Tel. +39 800422444

www.vivimoringaitalia.com

 

 

Martina Proietti

CHINA CLEMENTI

Toscana

Fivizzano Ms

La Signora Federica Galeazzi in Clementi è un po’ la portavoce dell’azienda ed è colei che si occupa personalmente del Liquorificio Clementi sito nello splendido paese di Fivizzano, incastonato tra mare e collina, tra storia e cultura. L’azienda come dice Lei stessa è una piccola realtà fondata su un tipo di gestione familiare, la produzione non arriva alle 15.000 bottiglie, ma quando si sente quel nome “Clementi”, la prima cosa che viene in mente ovunque ti trovi nel mondo è la China. Possiamo tranquillamente dire che la China sta a Clementi come il Maraschino sta a Luxardo e incoronare il prodotto Regina degli Elixir di China. La ricetta non è di fattura monacale, ne ritrovata chissà in quale vecchio baule, ma frutto della sapiente mente di Giuseppe Clementi, cresciuto tra droghe e piante officinali grazie al padre speziale, dopo aver conseguito la specifica laurea, apre la farmacia nel 1882 e, coronando competenze e  gusto, produce il suo primo Elixir appena due anni dopo, nel 1884 nel retrobottega della sua piccola farmacia cittadina. La nascita della China Clementi è soprattutto come prodotto curativo che il Dottor Clementi prescriveva a suoi pazienti come tonico digestivo, corroborante e ricostituente, nella cui ricetta oltre alla China Calisaya, alla China Succirubra e alle scorze di arancia amara del Mediterraneo si nascondono due ingredienti segreti, erbe che ancora oggi, in quantità minima ma determinante, rispettano le prescrizioni originarie. A mantenere intatto questo legame col passato nella ricetta e nelle preparazioni originali ci pensano Nicola e Lanfranco, dipendenti della Famiglia di farmacisti e da sempre impegnati nei preparati galenici oramai prerogativa di pochi farmacisti moderni. Tornando alla China storicamente non possiamo dimenticare la medaglia d’Oro vinta alla 30° Esposizione Mondiale che si tenne a Roma nel 1911, quando certi premi si vincevano con difficoltà e con difficoltà si riusciva ad uscire dal proprio territorio commercialmente. Il successo è una tentazione insidiosa, che suggerisce scorciatoie commerciali e accelerazioni produttive, ma la famiglia crede nella ricetta originaria, nella purezza delle materie prime e nella totale assenza di additivi; nessun esaltatore, nessun colorante, nessun aroma, solo le migliori chine ed arance ed il consueto metodo a freddo, scorciatoie neanche nella distribuzione del prodotto che rimane di nicchia e non ha mai ceduto alle avance della Grande Distribuzione. Ovviamente negli anni la richiesta è cresciuta e la Famiglia Clementi è obbligata a lasciare il laboratorio allestito nella farmacia e dare vita ad un vero Liquorificio, ricavato in una ferriera dismessa a  pochi metri dalla farmacia, recuperando la centrale elettrica annessa ed un pastificio in disuso. Dopo quattro generazioni di farmacisti l’attuale liquorificio ha una sola ricetta ed un unico prodotto, senza alcuna diversificazione: “siamo capaci di fare solo la nostra china”, ammette la signora Federica con umiltà disarmante, la quale ci spiega anche come a partire dall’acqua  purissima usata sino al prodotto finale, il metodo produttivo di China Clementi rispetti l’ambiente circostante grazie anche un emissione di materiale di scarto quasi inesistente. Oggi l’Antico Elisir China Clementi non è solo uno dei riferimenti cardinali per la propria classe merceologica, ma è ospite nelle cucine di chef stellati per riduzioni ed emulsioni gourmet come pure ingrediente ricercato nei cocktail dei mixologist più dinamici e creativi, in Giappone come negli States, conservando il pregiato status di prodotto di nicchia ma rispondendo, nei limiti di una produzione contingente, a notorietà e desideri diffusi. La China Clementi rispecchia sicuramente un’eccellenza nelle produzioni artigianali, risultati di una maniacale ricerca della qualità nella scelta dei suoi ingredienti come l’acqua purissima e l’alcool pregiato, prosegue poi nelle bucce delle arance mediterranee più intense e amarostiche, persevera nella selezione manuale delle cortecce, esperita come un secolo fa, saggiando profumi e consistenze nei sacchi di china gialla (Cinchona Calisaya) e rossa (Cinchona Succirubra) provenienti dalle migliori coltivazioni al mondo. Alcaloidi chininici, olii e resine nobili si spogliano delle proprie risorse nella successiva macerazione che si protrae per mesi con almeno due agitazioni al giorno, innescata da una quota madre che si strugge da sempre nei macchinari come pure nel percolatore e nei tini di rabbocco, amalgamandosi costantemente secondo il metodo Solera in una miscelazione ripetuta e proporzionata che mantiene negli anni la splendida consueta qualità. Da più di un secolo la Famiglia Clementi detiene gli stessi fornitori. L’ultima produzione ha visto la triturazione di scorze colombiane giudicate ad oggi le migliori unitamente alle giavanesi, dopo che l’Ecuador ha bloccato le esportazioni ed il Brasile non si è dimostrato all’altezza delle aspettative di Clementi, con botaniche sì valide per la grande industria ma non per la farmacopea artigiana della Famiglia di farmacisti. Questo itinerario costellato di fatiche, passione e dedizione si conclude dietro un etichetta allusivamente esotica e liberty che propone il volto del fondatore, opposta ad una controetichetta assolutamente esaustiva (per chi avrà l’attenzione di un confronto) delle differenze in qualità e quantità con la concorrenza più commerciale. Alla vista un bel colore arancio e riflessi dorati al movimento, al naso ricchezze erbacee e discreti suggerimenti dell’inconsueta gradazione alcolica; al palato il perfetto balance tra note chinate e agrumate con zuccheri pastosi e morbidi, quindi la scoperta graduale di spessori aromatici officinali quali rabarbaro, ginseng e liquirizia. Un secondo sorso, più avido, rivela la pungente potenza volumetrica abilmente e insidiosamente celata da rimandi di caramella d’orzo nella costante nostalgia delle note radicali e botaniche. Non stanca né satura le papille, persistendo a lungo in un equilibrio sofisticato e complesso, straordinario per una China, alternando il difficile contrasto tra dolce ed amaro a riverberi speziati, senza scadere mai in pasticceria o toni sciropposi.

 

Se volete acquistare una bottiglia di questa fantastica China e con l’occasione visitare una delle più antiche farmacie in Italia potete raggiungerla qui:

China Clementi

via Ferriera, 4

54013 Fivizzano (MS) Italia

Tel. +39 058592056926864

www.chinaclementi.it

 

 

Matteo Zed

AMARO VALLENERA

Umbria

Terni

Nel 2014, un giovane ternano, Maurizio Cappelletti, incontra un maestro dell’arte di produrre liquori, che gli tramanderà le tecniche, i segreti, e l’esperienza di questo lavoro. Insieme decidono di dare nuova vita ad antiche ricette della tradizione liquoristica ternana. Maurizio Cappelletti e Rosaria De Angelis (moglie del celebre liquorista), fondano a Terni, nel cuore verde dell’Umbria, il Liquorificio M.C.P. Occorreranno due anni di esperienza e ricerca per arrivare ad una nuova formula, in grado di unire tradizione e originalità in una miscela di erbe e radici unica ed inimitabile. Nasce: Amaro Vallenera. Il nome Vallenera deriva dalla volontà di esprimere il carattere naturale del nuovo Amaro, ottenuto da infusioni di erbe e radici tipiche del territorio umbro e della Valle del fiume Nera. La Cascata delle Marmore, principale simbolo della Valle del Nera, è divenuta così elemento identificativo dell’Amaro. Il territorio, ricco di faggi, querce e ulivi, offre legni profumati, fiori e radici che vengono utilizzati per la preparazione dell’Amaro Vallenera, insieme alle classiche botaniche come la genziana di cui il territorio è molto ricco. Questi, raccolti ed essiccati, sono messi in infusione alcoolica per un lungo periodo di tempo, nel quale rilasciano tutte le loro proprietà, i profumi e gli aromi. I processi di torchiatura e lavorazione, interamente artigianali, permettono di ottenere pregiati infusi di erbe e radici, che sapientemente miscelati vanno a formare la “dose madre”, essenza dell’Amaro Vallenera. Completata la lavorazione, sarà ancora necessario un periodo di invecchiamento che contribuisce ad esaltare gli inconfondibili toni aromatici dell’Amaro Vallenera, rendendolo unica ed inimitabile espressione delle eccellenze territoriali italiane. Il Liquorificio M.C.P. produce anche altri Amari e liquori, sempre valorizzando le materie prime di ottima qualità che offre il territorio umbro. Tra questi, “Amaro al Tartufo Nero di Norcia”, realizzato mettendo in infusione alcoolica il pregiato tubero umbro; il “Liquore Genziana Vallenera”, il “Nocino”, “Liquore allo Zafferano”, “Liquore alla Canapa”, “Moka”, “Grappa di Sagrantino”, “Elisir d’Amore”, “Limo’ Vallenera”, “Grappa di Sagrantino al Tartufo”.

 

Chi volesse più informazioni sull’Amaro Vallenera non esiti a contattare

LIQUORIFICIO M.C.P. di Cappelletti Maurizio & C. s.a.s.

Str. di Piedimonte, 8

05100 Terni TR

Tel. +39 3396385000

info@amarovallenera.it

www.amarovallenera.it

 

 

Gianmarco Blasi

GIGLIOLA SIMONETTA VARNELLI – DISTILLERIA VARNELLI

Dalle pendici dei Monti Sibillini alla Conquista del Mondo, l’azienda Varnelli dal 1868 ad oggi ne ha fatta di strada… Come professionista del settore credo che insieme ad altri pochissimi Brands, Varnelli ispiri a chiunque abbia davanti una Vostra bottiglia grande reverenza e rispetto, come a noi di Amaro Obsession quest’oggi. Può per cortesia, Sig.ra Varnelli, raccontarci la bella storia che Vi rappresenta, focalizzando anche l’attenzione sui tre uomini che ne hanno condotto l’ascesa fino al 1975: il Vostro Bisnonno, il Nonno ed infine Vostro Padre.

La Distilleria Varnelli, attraverso quattro generazioni, è arrivata a 150 anni di ininterrotta attività familiare. Era il 1868 quando Girolamo Varnelli fondò l’azienda artigianale ed erboristica nelle Marche. Grande appassionato di erbe aromatiche e piante officinali, Girolamo – che abitava a Cupi di Visso nel cuore dei Monti Sibillini, ora Parco Nazionale – seppe trarre dalla natura, dalle abitudini popolari e dalle produzioni dei Monaci Benedettini lo spunto per una felice intuizione: l’Amaro Sibilla, il cui nome intendeva sottolineare già allora l’imprescindibile legame con il territorio d’origine. Ad esso affiancò il liquore d’anice ed altri elisir. Seguendo le orme del padre, Antonio Varnelli, trasferì l’azienda a Pievebovigliana strutturandola in modo più complesso e a lui si deve la definitiva messa a punto della ricetta del Mistrà Varnelli, Anice Secco Speciale, che pur richiamandosi alla diffusa tradizione marchigiana del Mistrà e degli altri liquori d’anice diffusi in tutti i Paesi del Mediterraneo ,è unico ed originale ed è diventato il prodotto di punta della nostra azienda anche grazie all’instancabile promozione che ne fece il figlio Girolamo, erborista come il nonno ed entusiasta alfiere del Varnelli. Nel corso dei decenni, il nostro Anice Secco Speciale, – che ottenne la Medaglia d’Oro alla Prima Esposizione di Vini e Liquori d’Italia nel 1950 – è arrivato a chiamarsi esclusivamente “Varnelli” per la sua unicità, la sua originalità e la sua “indipendenza” rispetto alle varie categorie di liquori di anice. Esso è il prodotto portabandiera della nostra Distilleria, di cui identifica il marchio: si è affermato come “sovrano correttivo del caffè”, è percepito come prodotto Premium nella categoria degli anisati ed è molto apprezzato anche dalla nuova generazione di bartender.

 

Siete una splendida realtà imprenditoriale al femminile, quattro donne al timone: tre sorelle – Gigliola Simonetta, Mari Donatella, Orietta Maria – e vostra madre Elda. Quanto è complicato essere donna in un mondo, come quello del beverage, popolato quasi completamente da uomini e cosa avete nel Vostro modo di gestire l’azienda ereditato dal passato e invece cosa di nuovo avete apportato?

Già all’epoca dei nostri antenati, le donne hanno contato molto e c’è sempre stata una profonda identificazione tra la famiglia e la Distilleria che porta il nostro cognome. Ciò ha sicuramente facilitato il nostro approccio alla gestione, anche se siamo tutte donne e, per quanto mi riguarda, posso francamente dire che non ho mai percepito barriere dovute al mio essere donna, sia nell’ambito prettamente commerciale sia nell’ambito delle varie altre attività che riguardano il mondo del beverage. Se si trasmette entusiasmo in ciò che si fa, fedeltà alla qualità e alla tradizione dei propri prodotti, correttezza e disponibilità, si è sempre ben accetti e il genere non conta. Questi valori li abbiamo ereditati e fatti nostri e su di essi interpretiamo le sfide del presente e i programmi per il futuro. Quella di oggi è un’impresa che, nel conservare e perpetuare scrupolosamente cultura e tradizioni tramandate attraverso generazioni, è attenta all’innovazione e alla proiezione verso il futuro. Ai prodotti storici, negli ultimi anni, si sono aggiunti il DARK PASSION, lo SKIPASS, il MANDARINO LIQUORE, il DELIZIA MIXOLOGY che hanno reso più articolata la nostra gamma ed ancora altri sarebbero arrivati se il grave sisma che ha colpito la nostra area ed in parte la nostra struttura non avesse imposto, negli ultimi due anni, una battuta d’arresto ai programmi di sviluppo. Ma non ha avuto rallentamenti l’attività promozionale e divulgativa mirata a far conoscere il nostro Marchio ed a stimolare ulteriori ed accattivanti modalità d’uso sia dei nostri prodotti classici che di quelli più recenti. Soprattutto rivolgendoci alla nuova generazione di bartender, molto attenti ai prodotti di nicchia e su base botanica.

 

I vostri prodotti sono da sempre il simbolo dell’artigianalità e della territorialità, parlando di Amari, può gentilmente raccontarci l’Amaro Sibilla e l’Amaro dell’Erborista, discostandosi dalle classiche note esplicative e organolettiche, ma col cuore e gli occhi del produttore e raccontando quanto del Vostro territorio è in essi.

C’è un mondo di cose belle da dire sia su come sono nati i nostri Amari sia su come sono fatti, ma dovrò necessariamente riassumere. L’AMARO SIBILLA fu inventato dal fondatore Girolamo Varnelli per curare le febbri malariche dei pastori dei Monti Sibillini che andavano in transumanza nella Maremma e per questo contiene molta Genziana e China combinate sapientemente con altre specie botaniche. L’estrazione dei principi attivi avviene tramite un decotto su fuoco a legna che viene dolcificato con miele dei Monti Sibillini. Occorrono, poi, molti mesi di decantazione e una filtrazione a tela prima che possa essere imbottigliato. Un prodotto di alta qualità erboristica che sta riscuotendo il gradimento degli esperti e si è posizionato ai vertici della categoria sia in Italia sia all’estero. L’AMARO DELL’ERBORISTA è una variante dell’Amaro Sibilla che nel 1975, appena diventata Erborista presso l’Università di Siena, ebbi l’idea di proporre inizialmente alle erboristerie e alle farmacie. Esso, sempre fatto con decotto di botaniche su fuoco a legna, si differenzia dall’Amaro Sibilla per minor gradazione alcolica (21% contro 34%) e per la presenza di Rabarbaro. Non è filtrato e viene proposto con la caratteristica opalescenza determinata dal miele. E’ presentato in una caratteristica bottiglia con tappo meccanico ed ha un’etichetta che sottolinea la sua artigianalità di stampo erboristico. Le sue proprietà organolettiche, il suo colore, la sua torbidità ed il suo packaging stanno affascinando il mercato italiano ed internazionale.

 

Da sempre siete sostenitrici dell’artigianalità nella produzione di Amari e liquori, nonostante l’attuale disciplinare Europeo permetta la produzione tramite aromatizzazione (le infusioni si possono acquistare già pronte presso produttori qualificati per aromatizzare una base alcolica in base ad una ricetta in possesso del produttore a cui rimarrà solo che eseguire la mescola e il riposo e successiva dolcificazione), processo produttivo che toglie molto del fascino dal lavoro di Erborista o Maestro Liquorista o dall’appellativo di “produttore artigianale”. Cosa si sente di dire a riguardo, ma soprattutto quale messaggio vorrebbe inviare agli addetti ai lavori che ogni giorno scelgono e propongono l’Amaro ai loro ospiti?

La nostra azienda nasce dall’esperienza erboristica del bisnonno e ancora oggi replichiamo le ricette e i metodi produttivi che abbiamo ereditato. Pensi che sono ancora in funzione le caldaie di rame su fuoco a legna di oltre cento anni fa. Ed ancora frantumiamo la China e la Cannella nel mortaio di marmo che usava il nostro bisnonno.  Non mi sento però di demonizzare in modo generalizzato gli estratti naturali ed il loro utilizzo. Se essi sono di alta qualità sia quanto a materie prime utilizzate sia quanto a metodo estrattivo, hanno anch’essi una loro dignità e richiedono maestria e competenze. L’arte “aromataria”, quella praticata già dai Monaci e dagli Speziali, ha una storia antica sia in farmacia sia in liquoreria sia nel settore alimentare. Tutto dipende dal tempo, dai metodi estrattivi e dai costi che si vogliono sostenere.

 

Lavorando in giro per il mondo ho visto gli Amari Varnelli ovunque, ma soprattutto ho visto l’amore per i vostri prodotti essere prerogativa di ogni consumatore ed addetto ai lavori proveniente da ogni parte del globo, ma allo stesso tempo ho visto i vostri prodotti essere un must per i bartenders americani sui quali l’Azienda mi sembra puntare molto, ma non ho visto purtroppo la stessa attenzione da ambedue le parti in Italia, dove i prodotti Varnelli rimangono il prodotto Top di nicchia identificato però più come un dopo pasto. Quali sono i limiti dell’Italia in fatto di Amari dietro il bar come ingrediente per la miscelazione? Pensate dunque di promuovere un’attività di collaborazione più proficua anche qui in Italia con i moderni miscelatori nel futuro? E in caso positivo come?

È vero, i nostri Amari ed anche il Varnelli hanno affascinato i bartenders di Oltreoceano e di molti altri Paesi del mondo posizionandosi ai vertici del settore di riferimento e nei locali più prestigiosi dove vengono utilizzati soprattutto nei cocktail. In Italia, almeno per noi, il fenomeno è partito con un po’ di ritardo ma c’è ormai grande fermento sia da parte dei consumatori sia da parte della nuova classe di bartenders, entrambi sempre più alla ricerca di liquori ed Amari italiani tradizionali e di qualità. Negli ultimi anni, anche da zone dove la nostra distribuzione non è massiccia, ci provengono richieste spontanee dei nostri prodotti più classici. C’è una sorta di passaparola tra addetti ai lavori che si confrontano tra loro e si comunicano le loro esperienze e le loro scelte. Attualmente il Varnelli e i nostri Amari sono presenti in locali che anni indietro non li avrebbero utilizzati nella miscelazione. Addirittura il mondo dei nuovi bartender ha scoperto anche il nostro Caffè Moka sul quale non abbiamo mai investito un euro per la promozione e per la comunicazione. Sta facendo da sé, aumentando di giorno in giorno la sua diffusione. Già dal 1989 siamo stati Soci sostenitori AIBES partecipando a tutti i Concorsi Regionali e Nazionali e con i nostri prodotti sono stati vinti molti premi, ma ciò non si traduceva poi in massiccio utilizzo di tali prodotti nei locali. Oggi, grazie ai nuovi orientamenti e alla propensione alla ricerca che si sta diffondendo, se il bartender ha l’opportunità di testare i nostri prodotti, sempre più di frequente li adotta in modo continuativo. Un momento felice che ci spinge ad intensificare le attività di promozione e di collaborazione con i professionisti del bartending attraverso Masterclass, partecipazione ad eventi mirati, degustazioni, serate e cocktail competition.

 

L’azienda Varnelli è amica della natura! Può spiegare in che modo operate nelle Vostre produzioni nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema circostante?

La produzione della Distilleria Varnelli è caratterizzata da metodi tradizionali e di cultura erboristica che prevedono l’utilizzo di materie prime di origine vegetale (erbe, radici, semi, spezie, frutta, miele) secondo ricette uniche e riservate alle titolari. In virtù di ciò, non immettiamo nell’atmosfera altro che il fumo della legna che arde per produrre i decotti e gli scarti di produzione consistono essenzialmente nelle erbe e radici che, ormai sfruttate dalla decozione, possono essere assimilate all’umido domestico. L’azienda, inoltre e da molti anni, si fa promotrice di iniziative che favoriscano la produzione sul territorio delle materie prime ad essa necessarie e in virtù di ciò ha avviato coltivazioni sperimentali di genziane su propri terreni situati all’interno del Parco dei Monti dei Sibillini nonché collabora con istituzioni, Università ed associazioni di coltivatori per favorire nuove filiere nel segno della valorizzazione delle biodiversità e delle tipicità locali.

 

Il Brand Varnelli è anche sinonimo di successi, tantissimi in termini di esportazione internazionale, numeri di vendita, apprezzamenti e premi… A questo punto la mia curiosità più grande è sapere se avete nuove ambizioni e quali sono i Vostri prossimi Goals .

Ogni giorno il nostro entusiasmo si rinnova e si alimenta di nuovi obiettivi verso cui tendere avendo però sempre e ben presente che l’impostazione familiare ed artigianale dell’azienda è un punto di forza da conservare. In armonia con questa filosofia i nostri progetti non risultano mai eclatanti ma “tessere” di un mosaico che si articola e si accresce gradualmente. Per festeggiare i nostri 150 anni di attività, abbiamo in serbo un paio di novità che comunicheremo nei primi mesi del 2019.

 

 

Matteo Zed