MICAELA PALLINI – PALLINI S.P.A.

Salve Sig.ra Pallini, innanzitutto grazie per il suo invito in azienda e per la sua disponibilità.

Pallini S.p.A è tra le più antiche e rappresentative aziende romane, nonché l’unica distilleria presente sul territorio. Ci potrebbe dare qualche cenno storico e qualche curiosità legata alla sua produzione?

La nostra azienda nasce ad Antrodoco, un piccolo centro al confine tra Lazio e Abruzzo, con i prodotti a base di anice, infatti delle fonti affermano che la Sambuca nasce proprio in provincia di Rieti da un’antica ricetta di alcuni monaci. Avevamo tutta la gamma dei prodotti a base di anice: il Mistrà (senza zucchero), l’Anice Secco, l’Anisetta, l’Anice Triplo (un Anice Secco con una gradazione più alta e il triplo contenuto di anice) e la Sambuca. Una curiosità: l’olio essenziale dell’anice è sensibile all’acqua e poco solubile, infatti, quando i prodotti a base di anice sono diluiti con acqua si opacizzano: questo effetto è dovuto proprio alla separazione dell’olio essenziale dell’anice. Quest’olio essenziale è anche sensibile alla temperatura e un tempo, quando faceva veramente freddo, i clienti chiamavano in azienda rimandando indietro le bottiglie di Mistrà perché contenevano dei cristalli bianchi: altro non erano che gli oli essenziali dell’anice cristallizzati che sarebbero tornati in soluzione a temperatura più alta. Ci siamo trasferiti a Roma nel 1922 nella zona del Pantheon, lì qualche anno dopo abbiamo creato il marchio della Sambuca Romana. Mio padre, Virgilio Pallini, che all’epoca viveva negli Stati Uniti e lavorava per la RAI, decise di lasciare la sua carriera di giornalista e di dedicarsi alla crescita della Sambuca Romana sui mercati esteri, con particolare attenzione agli Stati Uniti. La nostra Sambuca Romana è stata la prima Sambuca ad arrivare oltreoceano. Mio padre racconta sempre che negli Stati Uniti in quel periodo come liquoristi italiani c’eravamo noi, Disaronno, Frangelico e Galliano.

 

Lei, Sig.ra Pallini, è una delle donne più affermate dell’industry mondiale, come è stato confrontarsi con un mondo prevalentemente maschile?

Sono la prima donna della famiglia a cui è stata data l’opportunità di far carriera in azienda fino a ricoprire il ruolo della direzione. Le mie prime esperienze ufficiali a livello top management sono state un po’ complicate confrontandomi con un mondo prevalentemente maschile poco abituato alla presenza di una donna ai vertici di un’azienda. Nel tempo le cose sono molto cambiate, ma rimane il fatto che secondo me le donne ancora non hanno trovato il loro modello di leadership e sono purtroppo ancora convinte che la soluzione sia quella di imitare l’atteggiamento maschile invece di riferirsi alle loro caratteristiche uniche e poco sperimentate. Per riuscire ad essere una vera contrapposizione alla leadership maschile, o comunque un’offerta diversa, dovremmo necessariamente trovare il nostro modello, che unito alle prerogative della direzione maschile apporterebbe sicuramente un valore aggiunto. È un modello che va ripensato, è una grande sfida!

 

Pallini S.p.A. fa parte del gruppo The Spirit of Italy, qual è stata lo stimolo che ha portato alla fondazione di questo gruppo?

Nel 2010 abbiamo creato, all’interno di Federvini, il gruppo The Spirit Of Italy che raggruppa in questo momento nove aziende. Il nostro obiettivo era ed è quello di divulgare l’importanza che ha il prodotto italiano nella miscelazione mondiale. Quando si parla delle eccellenze italiane è diretta l’associazione con il mondo della moda, il design, il vino, il cibo, ma mai con il mondo degli spiriti in cui l’Italia ha una forte importanza sia dal punto di vista storico sia nelle ricette dei cocktails: diciamo che senza di noi un Cocktail Negroni sarebbe un bicchiere di Gin!

 

Il Ferro China Baliva è un prodotto, unico nel suo genere, con più di 100 anni di storia, Sig.ra Pallini, ci potrebbe raccontare la storia tra Pallini S.p.A. e il Ferro China Baliva?

L’esperienza del gruppo The Spirit Of Italy ci ha fatto decidere come azienda di avvicinarci al mondo dei bartenders e della mixology riproponendo e rivalutando alcuni dei nostri più antichi prodotti tra cui il Ferro China Baliva. Il Ferro China Baliva ha una storia veramente lunga: abbiamo trovato pubblicità del tonico ne Il Messaggero del 1908. Ernesto Baliva era un medico farmacista che lavorava negli ospedali romani. Il suo tonico-ricostituente, formulato nel 1894, riscosse molto successo. Il Ferro China Baliva era venduto come prodotto farmaceutico, tant’è vero che negli anni abbiamo rintracciato la farmacia di Roma in cui il Dottor Baliva aveva creato il Ferro China, purtroppo però il loro archivio era andato completamente allagato e non avevano più la ricetta originale. Il Ferro China Baliva era venduto come tonico-ricostituente, infatti, sulle etichette delle bottiglie storiche, tra le varie cose, c’era scritto:

Sovrano nelle atonie di stomaco, nelle anemie clorosi, nella nevrastenia in genere. Ottimo rigeneratore delle forze dopo malattie infettive esaurienti come tifo e influenza, dopo il puerperio e durante l’allattamento. Di gradevole sapore. È preso con piacere dai bambini e dalle signore. Uso per gli adulti: un bicchierino un’ora prima di ogni pasto, per i bambini: un cucchiaio da tè prima di ogni pasto.

Addirittura questo tonico durante il periodo del Proibizionismo negli Stati Uniti era venduto nelle farmacie. Il medico Ernesto Baliva formulò la ricetta e affidò la produzione del suo tonico ad un imprenditore romano: Benedetto Pompili. Negli anni ’60 le famiglie Baliva e Pompili ebbero dei diverbi e il Dott. Baliva, bisognoso di qualcuno che producesse il Ferro China, si rivolse così ai fratelli di mio nonno, quindi dagli anni ’60 Pallini S.p.A. produce il Ferro China Baliva. Il Ferro China Baliva è stato il primo prodotto a fare il salto dalla farmacia al mass market. Per la prima volta intuirono che il modo più economico di fare promozione era un’immagine accompagnata da poche parole: lo slogan! Pallini S.p.A. ha comprato il marchio dagli eredi di Baliva. La ricetta attuale del Ferro China è la stessa che formulò il Dott. Baliva nel 1894, ma differisce per quantità di ferro ammonio citrato che è più bassa rispetto al passato. Abbiamo mantenuto la produzione con metodi artigianali: le botaniche sono infuse a freddo per circa dieci giorni in 200 litri di alcool vegetale e poi sono tirate via con una rete metallica e pressate per estrarne tutto il liquido. In seguito l’infuso è stoccato in recipienti di vetro più piccoli. Avvenuta la stabilizzazione, della durata di circa un mese, l’infuso è diluito con sciroppo di acqua e zucchero al quale viene aggiunto il ferro ammonio citrato. Il Ferro China Baliva irradiato, un’antica versione del tonico, invece, era prodotta immergendo una spirale d’oro nell’infuso delle erbe. Collegando alla corrente la spirale d’oro si pensava che gli ioni rilasciati dalla spirale potessero aumentare le proprietà ricostituenti del Ferro China.

 

Nel vostro grande portfolio prodotti si trova anche l’Amaro Virgilio, come nasce e come evolve nel tempo?

L’Amaro Virgilio ha sempre fatto parte del nostro portfolio prodotti e inizialmente si chiamava Amaro San Gabriele. Gli amari per molti anni non sono stati un prodotto in voga, non c’era tanta richiesta e la vendita era quasi esclusivamente sugli scaffali della grande distribuzione dominati dai marchi importanti e da prodotti che costavano molto poco. Nasce proprio da qui l’obiettivo di ridare luce e vigore al nostro amaro di famiglia. Essendo laureata in Chimica spesso intervengo in prima persona alla messa a punto delle formule definitive dei nostri prodotti, come per esempio per il Limoncello. Per quanto riguarda la riformulazione della ricetta tradizionale dell’Amaro San Gabriele, sono intervenuta modificandone il gusto, diminuendo la nota di carciofo, puntando alle sfumature amaricanti del rabarbaro e abbassando la percentuale di zucchero. Il nostro Amaro è rimasto in stand-by per molto tempo, fino a quando abbiamo deciso di curarne il packaging affidando il suo restyling allo Studio romano Angelini, rilanciando sul mercato l’attuale Amaro Virgilio, chiamato così in onore di Virgilio Pallini: mio padre.

 

Pallini S.p.A. propone anche un Fernet e un Bitter nel suo portfolio prodotti amari, quando nascono questi due prodotti?

Anche il Fernet è presente nel nostro portfolio prodotti da sempre, la ricetta, studiata dal fondatore dell’azienda Pallini, risale al 1880. È un infuso di erbe medicinali con una forte nota di liquirizia, zafferano e Aloe Vera Ferox. Il restyling del tradizionale packaging del nostro Fernet Pallini è stato commissionato anch’esso al fidato Studio Angelini. Per quanto riguarda il Bitter, attualmente stiamo lavorando alla messa a punto del prodotto per migliorare la nostra proposta per gli aperitivi.

 

Sig.ra Pallini, ci può accennare ai vostri progetti per il più vicino futuro? Quali sono gli obiettivi di Pallini S.p.A.?

Uno dei nostri obiettivi è di continuare la collaborazione con aziende estere e ampliare la gamma dei prodotti che importiamo. Lanceremo un libro sul Mistrà: una bellissima ricerca storica affrontata da Fulvio Piccinino. Ci piacerebbe avvicinare il mondo dei bartenders a questo sorprendente prodotto molto versatile anche nella miscelazione. Avendo una lunga storia alle spalle, uno dei progetti futuri sarà concretizzare tutti questi anni di esperienza e duro lavoro in un museo.

 

 

Matteo Zed

Martina Proietti

One thought on “MICAELA PALLINI – PALLINI S.P.A.

  1. Fulvio Ficorilli

    Un esempio di storia vincente dell’imprenditoria romana e italiana. Un complimento particolare a chi oggi cerca nell’innovazione di portare avanti tradizioni radicate. W il made in Italy!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *