SILVIO COLA – AMARISCHIA S.P.A.

Dottor Cola, ci fornirebbe qualche cenno storico sull’azienda Amarischia S.P.A.?

Amarischia S.p.A. è un’azienda campana storica specializzata nel settore alimentaredi proprietà della famiglia Cola. Da tre generazioni, sin dal 1920 l’azienda comincia a produrre liquori. Il Nocillo, la Anisetta, la China  erano solo alcune delle specialità che venivano prodotte nel loro laboratorio e vendute in tutta la Campania. In seguito nel 1969 nasce Amarischia, l’amaro dalle origini ischitane, il cui brand cresce fino a raggiungere la bella cifra di un milione di bottiglie all’anno vendute solo sul territorio campano. Oggi l’azienda è sinonimo di elevata qualità e prestigio nella ristretta èlite dei liquori italiani. Nel 1975 la famiglia Cola avvia una nuova attività nel settore confetti, prodotto anche questo tipico dell’area vesuviana dove esiste un’antica tradizione.  Qualche anno dopo quest’attività confluisce nella società Amarischia all’interno della quale ancora oggi una ampia gamma di confetti viene lavorata con moderni impianti ma senza perdere la connotazione artigianale grazie alla bravura dei propri maestri confettieri. L’Azienda ha conservato le proprie sedi storiche di Ischia ed Ottaviano, quest’ultima immersa nel parco nazionale del Vesuvio. Da qualche anno invece l’Amarischia, dopo aver fondato la società Indaco S.p.A. (produzione chewing-gum e caramelle) ha trasferito le proprie attività produttive, per motivi logistici nella più comoda zona industriale di Pascarola in uno stabilimento di 15.000 mq. dove oggi sono concentrate tutte le produzioni del gruppo e le circa ottanta unità lavorative. Insomma, Amarischia negli anni da piccola azienda a carattere territoriale si è trasformata in una vera e propria industria con una forte presenza sui mercati internazionali e con molteplici produzioni sia a marchio proprio sia a marca privata.

La ricetta dell’amaro ischitano fu messa a punto da un monaco francescano dell’Isola nel Settecento. Dopo la Rivoluzione Francese, il governo che controllava il Regno di Napoli ordinò lo scioglimento degli ordini conventuali costringendo alla diaspora frati e monaci: il sapere dell’infusione esce così dalle mura religiose e diventa di dominio popolare, un bene per la tradizione della liquoristica italiana, ma una sfortuna per la storica ricetta dell’amaro di Ischia che venne perduta proprio in questo periodo. Ci può raccontare come la Famiglia Cola è, alla fine, entrata in possesso della ricetta originale?

Certamente… ma prima di ogni cosa dobbiamo ricordare che da sempre Ischia è anche chiamata l’Isola Verde grazie alla sua rigogliosa Natura. In questo contesto nasce, durante la seconda metà del Settecento, la ricetta dell’amaro d’erbe di Ischia grazie ad un monaco francescano. I frati minori, infatti, presenti sull’isola dal 1225, erano abili liquoristi e l’amaro di erbe era una delle loro specialità.  Gli stessi frati che, per ordine del governo francese che allora controllava il regno di Napoli, furono costretti a lasciare il loro convento facendo perdere pertanto le tracce delle loro rinomate specialità. E qui arriva il colpo di fortuna, mio padre Arcangelo, appartenente alla seconda generazione dei liquoristi vesuviani, da sempre affascinato dalla storia straordinaria dei frati di Ischia, della loro capacità di cimentarsi con alambicchi e infusi d’erbe, riesce ad entrare in possesso di una ricetta ottenuta con erbe effettivamente disponibili nella regione. Si tratta dell’antica formulazione del liquore amaro di un monaco ischitano, quella autentica, l’originale tramandata negli anni senza subire modifiche. Sono gli anni ’60 e mio padre si dedica con passione alla divulgazione di questa ricetta da cui trae un amaro che conserva i profumi ed i sapori dell’isola conciliando il retrogusto astringente, amaro, tipico degli amari a base d’erbe, con un tocco amabile che non dispiace neanche ai palati più esigenti. Nasce in quel momento Amarischia, l’amaro quanto basta! Il grande successo del prodotto spinse mio padre a dare questo nome non solo al liquore ma anche alla stessa azienda che fonda con lo scopo di produrre e distribuire lo straordinario amaro. Una scelta che è un chiaro segnale di quanto questo amaro abbia conquistato anche l’anima di tutti i componenti della nostra Azienda garanti dell’originalità della ricetta negli anni. Nel frattempo il prodotto, diventato un’icona dell’Isola d’Ischia, veniva portato sulla Terraferma e diventava ben presto l’unico e vero amaro campano. D’altronde l’Amarischia oggi si sposa perfettamente con tutti i piatti della tradizione culinaria nostrana: un matrimonio indissolubile!

L’azienda Amarischia S.P.A. è molto legata alla tradizione della propria terra: la Campania. Ci può descrivere quanto il territorio influenzi la vostra produzione?

Il territorio influenza per il 90% almeno la nostra produzione, se pensa che sul nostro catalogo la maggior parte dei prodotti liquoristici che proponiamo, sono tutti realizzati con infusi che vengono realizzati con prodotti del territorio. Tra i liquori alla frutta spiccano il liquore alla “Melannurca”, ottenuto con le omonime mele casertane, o il “Finocchietto” campano, piuttosto che il “Limoncello” con i limoni d’Ischia, il “Melograno” fino al“Fragolino”. Sì, il liquore “Fragolino”, ottenuto con le fragole della città di Parete, patria della fragola “Sabrina”e non a caso definita città della fragola. Anche i nostri Amari sono tutti a carattere territoriale, l’amaro Amarischia è composto di quattordici erbe aromatiche provenienti dal territorio campano come la Genziana, Aloe Vera e Calamo. Abbiamo realizzato un amaro alla Rucola Ischitana o l’amaro Piperna con erbe di Timo Selvatico anche questo tipico dell’Isola d’Ischia. Non dimentichiamo il Liquore alla Liquirizia, ottenuto con il 16% di pasta di liquirizia calabra: un piccolo richiamo alla tradizione del Regno delle Due Sicilie. Quindi come vede tutto ciò che produciamo tende a valorizzare i sapori e gli odori inconfondibili del nostro territorio, tanto che di recente è stato attribuitoall’Amarischia il titolo di “Eccellenza” del territorio Campano.

Dott. Silvio Cola, ci può dire quali elementi botanici ed erboristici di origine campana sono impiegati in stabilimento per la realizzazione di Amarischia?

Come le dicevo pocanzi quasi tutti i nostri liquori sono realizzati con estratti erboristici del territorio campano, poi lavorati in infusione dai nostri maestri liquoristi tra i  migliori in Campania.

Le bottiglie di Amarischia sono distribuite in più di trenta paesi. Dov’è che il vostro prodotto di punta trova più riscontri positivi?

Sicuramente la parte del leone la fanno i Paesi Europei con una forte presenza in Germania. Ischia ogni anno è invasa da turisti di tutto il mondo ed i nostri liquori vengono esportati dall’isola come prodotto tipico del luogo. Un “pezzo di Ischia” da portare con sé alla fine delle vacanze e da far provare a parenti ed amici. Riceviamo d’altronde quasi quotidianamente richieste di prodotto da turisti che vogliono sapere dove poter acquistare il prodotto nei loro Paesi.

La sua azienda Amarischia S.P.A., conta nel proprio portfolio prodotti amari anche Amarucola e Amapiperna. Potrebbe descriverci come sono nati questi due prodotti?

Certo! L’amaro alla Rucola è un liquore pressoché esclusivo il cui principale ingrediente è proprio la rucola ischitana molto consumato sull’Isola. La Rucola è indicata dopo i pasti grazie alle sue proprietà digestive formidabili ed ha un gusto veramente gradevole tanto che in Campania sta prendendo il posto degli amari tradizionali. Anche l’Amapiperna rappresenta un amaro tipico di Ischia. L’ingrediente caratterizzante è il timo selvatico che gli ischitani chiamano da sempre Piperna e che utilizzano nella preparazione del classico Coniglio all’Ischitana. E’ un liquoredal profilo aromatico preciso ideale per chi ama i gusti forti e decisi. Proprio per questa sua caratteristica è considerato un ottimo ingrediente per i cocktails.

A proposito, com’è il rapporto di Amarischia S.P.A. con i bartenders?

Direi che abbiamo un ottimo rapporto che stiamo cercando di coltivare giorno per giorno. Sul nostro canale ufficiale Youtube abbiamo video dove esperti bartenders campani realizzano dei bellissimi Cocktail con il nostro amaro Amarischia ed il nostro liquore al Melograno.

Negli U.S.A. ha preso piede l’amaro-mania: l’ultimo trend della miscelazione che vede come ingrediente principale nelle ricette dei cocktails, che più spopolano in questo periodo, un amaro. Lei cosa pensa dell’avvicinamento da parte dei bartenders al mondo dell’amaro e come vede posizionati i suoi prodotti amari nel più vicino futuro, consumati lisci come aperitivi o digestivi oppure come importanti ingredienti nelle ricette della miscelazione?

Penso che la strada intrapresa sia quella giusta, l’amaro come liquore già di per sé è un mix di aromi, può essere realmente un trampolino di lancio per questa tipologia di prodotto che rappresenta un’ulteriore sfaccettatura della cucina italiana. L’amaro crea il giusto mix tra passato e futuro. Miscelato bene grazie alla fantasia del bartenders può rivelarsi una quotidiana sorpresa di gusto e sapori nostrani.

 

 

Martina Proietti

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