I 10 MIGLIORI BITTER ITALIANI BY AMARO OBSESSION

Il Bitter è un liquore di origine orientale, un tempo considerato un vero e proprio elisir contro i malesseri fisici del periodo. Successivamente si è diffuso in tutta Europa grazie agli scambi commerciali fra l’Italia e l’Oriente. Oggi il Bitter è una bevanda dal basso contenuto alcolico dalle ottime proprietà fresche e dissetanti. Molti non lo immaginerebbero mai ma anche il Bitter, il liquore rosso che usate nei vostri Negroni, è da considerarsi parte della famiglia amaro. Eh sì, Bitter e Aperitivi usano molti degli stessi ingredienti e metodi di produzione di un amaro, ma il loro colore è la prima cosa che li distingue dagli amari. Gli Aperitivi e i Bitter sono tipicamente arancioni o rossi e sono tradizionalmente consumati prima della cena come aperitivo. Di solito più leggero e più basso nel contenuto alcolico rispetto all’amaro (anche se alcuni amari hanno un volume in alcol altrettanto basso), raramente sono bevuti da soli, invece mescolati con soda o vino frizzante. Spesso siamo stati corretti da colleghi italiani che ci hanno assicurato con la massima certezza che un liquore Bitter come uno di quelli che andremo oggi a presentare nella nostra personalissima classifica non è un amaro, ma un Bitter. Ci dispiace, ma anche confrontandoci con vari produttori e con Sother Teague, il proprietario di Amore y Amargo l’amatissimo amaro bar di New York City, siamo arrivati alla conclusione che gli  ingredienti sono simili sia per preparare un liquore aperitivo sia un amaro digestivo.

Un Bitter è assolutamente un amaro. Fare queste stupide differenze di nomenclatura crea solo confusione nel complesso mondo degli amari. L’amaro può essere sia un aperitivo sia un digestivo.

I maggiori intenditori dell’industry mondiale sono d’accordo nel dire che definire un amaro aperitivo o digestivo è per lo più un fattore psicologico e di composizione botanica, le cose che sono più asciutte e hanno più agrumi possono essere migliori come aperitivo, qualcosa di più dolce con più caramello bruciato può essere migliore come digestivo, ovviamente, come dicevamo, le botaniche che li compongono hanno differenti funzionalità nell’organismo: eupeptiche o di stimolazione dell’appetito. Oggi, dopo aver analizzato e degustato molti dei Bitter in circolazione, Amaro Obsession ha stilato una personalissima classifica dei migliori 10 Bitter Italiani in commercio che tiene conto sia dei termini organolettici e degustativi sia di quelli commerciali e di business.

10. ETNA BITTER – ROSSA SICILY

Rossa Siciliy, giovane e moderna impresa, fondata da Giuseppe ed Edoardo, nasce con l’intento di valorizzare il territorio siciliano e i suoi prodotti più significativi: le arance rosse di Sicilia. Rossa nasce infatti dalla passione e dallo sconfinato amore per la Sicilia di due entusiasti imprenditori e amici, che con slancio si sono avventurati in un progetto dal sapore tutto siciliano. Grazie ad un marketing accattivante e fresco, packaging innovativo, ma soprattutto al suo inconfondibile aroma di arancia rossa, che esprime la Sicilia e i suoi meravigliosi agrumi in un sorso, il Liquore Amara raccoglie subito numerosi consensi sia in campo nazionale sia estero. A base di vino da uve Carricante, miele di Zagara ottenuto alle pendici dell’Etna, infuso di arancia rossa IGP ed erbe aromatiche, Etna Bitter è l’alternativa raffinata e originale al momento dell’aperitivo classico. Ingredienti come agrumi di Sicilia, mandorle e miele ne fanno sicuramente un prodotto accattivante, un Bitter molto agrumato di colore ambrato, non troppo amaro per considerarsi un liquore Bitter nel vero senso della parola, sicuramente bivalente anche come ottimo liquore aperitivo, per noi meglio sfruttato come ingrediente per uno Spritz anziché in un Negroni, anche da solo con un po’ di soda funziona bene!

9. ROSSI D’ANGER BITTER

L’azienda Rossi d’Angera, produce grappe e liquori ad Angera, sulle rive del Lago Maggiore da oltre 160 anni. Presenti sul mercato locale e internazionale, i distillati Rossi d’Angera racchiudono in sé  un’altissima qualità artigianale e una lunga storia di eccellenza italiana nel settore dei distillati di alto livello. Con il Nuovo Millennio la Rossi d’Angera avvia un processo di restyling di tutti i prodotti e propone la nuova linea Luxory: grappe e liquori artigianali rigorosamente legati alle singole zone di produzione, capaci di esprimere al meglio tipicità e personalità dei diversi vitigni di provenienza, riserve millesimate dai lunghi invecchiamenti in edizione limitata e un’inedita proposta di spiriti a base di frutta che racchiudono i sapori del territorio, preservandoli nella loro biodiversità. Nato da una ricetta custodita dagli anni ’20, in piena epoca Liberty, il Bitter firmato Rossi d’Angera è prodotto dalla famiglia con lo stesso metodo artigianale risalente a 100 anni fa. Per crearlo, vengono selezionate meticolosamente le migliori erbe officiali e radici da cui ricaviamo un infuso profumato e lo uniamo alla soluzione idroalcolica. Al contrario dei prodotti più commercializzati, questo antico spirito dal cuore italiano sfrutta le proprie note amaricanti per elevare l’essenza di tutte le botaniche selezionate senza coprirne le sfumature, riducendo così la sensazione di astringenza a favore di un gusto più fresco ed erbaceo. È dunque anch’esso un Bitter atipico, leggero nell’amarezza, con note floreali e vegetali, da considerarsi in miscelazione più come un aperitivo che come un Bitter. Il prezzo è leggermente superiore alla media.

8. BITTER CAMPARI

Le origini del Bitter Campari si collocano in un piccolo bar di Novara: “il Caffè dell’Amicizia” che nel 1860 fu acquistato da Gaspare Campari, il quale, negli anni a seguire ideò e perfezionò la ricetta, che da allora è rimasta invariata. Nel retro bottega, infatti, Gaspare Campari allestì subito un laboratorio in cui creava i suoi elisir (tra cui anche il Bitter all’uso d’Hollandae il Cordiale) e nel frattempo, nel bar sulla piazza si incontravano politici, intellettuali, musicisti, attori e la borghesia più illuminata; il Caffè Campari era diventato un luogo alla moda in cui si era affermato il rito dell’aperitivo. È il Bitter aperitivo più famoso al mondo, è un’infusione di alcol buongusto con erbe, piante e frutti (rabarbaro e arancia). Ha una gradazione alcolica del 25%. È consumato prevalentemente negli aperitivi. Ha un colore ambrato scuro ed è colorato attraverso il rosso carminio cocciniglia (un colore naturale ricavato dalle coccinelle allevate in Brasile con l’unico scopo di estrarne il colore). Le fasi di lavorazione prevedono l’infusione delle erbe in acqua a 100 °C; poi si aggiunge alcol puro lasciando macerare il tutto. Finito tale processo, si separano le erbe dalla massa liquida, ottenendo un infuso aromatico di una gradazione alcolica in percentuale di circa 69% vol. A quest’ultimo si unisce sciroppo di zucchero, acqua distillata, ancora alcol e colorante rosso naturale. In seguito, nel 1882, anno in cui morì Gaspare Campari, fu la moglie Letizia Galli, noncurante delle formalità sociali dell’epoca, a prendere le redini dell’attività di famiglia e la condusse senza indugi fino a consegnarla poi, in pieno vigore, nelle mani del figlio Davide. Un prodotto che funziona ancora molto perché per molto tempo uno dei pochi sul mercato e il grande lavoro della forza marketing ha fatto il resto, ma sicuramente il professionista modrno ha voglia di qualcosa di nuovo, di nicchia e che garantisca artigianalità, e che possa differenziarlo dal resto dei suoi colleghi.

7. BITTER SANTA MARIA AL MONTE – DISTILLERIA DEI DOGI

Prodotto dalla Distilleria dei Dogi, liquoristi dal 1858, distillatori per vocazione dal 1962. Da una generazione all’altra sono trasferiti il know-how, le intuizioni, le conoscenze e le competenze acquisite in anni di passione, il punto di forza dell’azienda sono entusiasmo ed esperienza. Qualità, innovazione, ricerca, professionalità e passione sono il segno di distinzione della Distillerie dei Dogi, oggi consolidate anche dalle numerose partnership con aziende mondiali di primaria importanza. I liquori sono bevande alcoliche ottenute dalla miscela di alcol con olii essenziali, oppure dalla macerazione a freddo o dall’infusione dell’alcol con erbe o sostanze aromatiche. L’aggiunta di sciroppo di zucchero ed acqua consente di ottenere la gradazione desiderata. Tra le specialità della Distilleria dei Dogi potete trovare un nuovissimo prodotto questo Bitter della gamma Santa Maria al Monte. Pulito, agrumato e piacevolmente amaro. Arancio, radice di genziana e assenzio romano sono sapientemente miscelati per creare un liquore dalle note vegetali, leggermente amaro. Il suo tipico colore rosso accende la passione per il gusto e l’amore per la condivisione. Servito freddo con l’aggiunta di seltz, utilizzato anche nella preparazione di cocktail e long drink. Un prodotto sicuramente in ascesa, appena entrato sul mercato, garantisce artigianalità e amarezza, anche il packaging merita attenzione.

6. BITTER ROUGE – RISERVA CARLO ALBERTO

Il Piemonte già nei primi decenni del 1800 era una fucina d’idee e di fatti. Nel piccolo regno sabaudo convergevano insieme tutti gli aneliti di libertà civile italiani ed europei e tutti gli entusiasmi della rivoluzione industriale. Ai tempi del Re Carlo Alberto queste tensioni erano a fior di pelle; da una parte le innovazioni civili e commerciali stavano rendendo il Piemonte, lo stato più avanzato d’Europa, dall’altra i principi sociali trovavano fertile sostegno nei movimenti massonici ed esoterici che facevano già allora di Torino la capitale mondiale della Magia e dell’Alchimia. Il rito del Vermut, prima dei pasti, era il momento nel quale tutto il fermento innovativo si incontrava con vigore, sobrietà ed equilibrio. Ci si ritrovava nelle cioccolaterie, nei caffè, nei ristoranti, nelle piole (vinerie dove si mangiava) o nei salotti ed era il momento in cui si discuteva, con eleganza di modi, sulla politica, sull’economia e dei valori spirituali trovando una loro fusione alchemica che fu matrice ed origine a quel movimento liberale e laico che vuole rendere l’uomo e i popoli nobili e liberi; uno spirito che, ancora oggi, attraversa le terre del Piemonte e permea il nostro Vermut Riserva Carlo Alberto. Il Vermut (in Piemontese per Vermouth) che il cuoco di corte preparava appositamente per il Re Carlo Alberto era considerato una vera squisitezza e in più, se piaceva al Re… fu così che nacque la loro ricetta. A quei tempi Tumalin Bartolomé Baracco de Baracho, negoziante in vini pregiati di Alba, si procurò quella ricetta e ne incominciò un’esclusiva produzione che continuò poi lungo quasi duecento anni e tutt’ora prosegue e che chiamò, in onore del Re, Riserva Carlo Alberto. Ora, oltre al Vermouth, si producono molti altri prodotti come il Bitter Rouge, un prodotto provato e riprovato per un anno, fino alla formula finale messa a punto da Memfi Baracco con l’aiuto di un Master Distiller. Amaro Obsession ebbe la fortuna di assaggiarlo ancora in sperimentazione nel lontano 2011 proprio dalle mani di Memfi, figlio maggiore del Grande Tigre Ciliegio, brillante mente e capofamiglia. Colore rosso come le ciliegie, con sfumature calde, come di geranio estivo. Il gusto si compone di esotiche spezie piccanti e di profumi di agrumi, e si arricchisce con una nota dolce di mou. Il Bitter Rouge ha un sapore intenso, lievemente cremoso ma anche asciutto e avvolgente. La bocca resta fresca e pulita; persiste, lieve e rassicurante, un filo di amaro al chinino che continua e continua a restare con te. Un Bitter con la B maiuscola, leggermente caro, ma il prodotto e la sua qualità meritano.

5. BITTER VERDE BORDIGA

Questa distilleria piemontese è stata fondata due secoli fa dal Cavalier Pietro Bordiga, erborista e conoscitore delle tecniche di estrazione degli oli essenziali. Negli anni, le ricette e le tecniche di lavorazione sono state tramandate con grande cura alle generazioni successive; per conservare l’unicità e la qualità dei prodotti artigianali, ancora oggi si utilizzano alambicchi a fuoco a legna, e i mastri distillatori controllano personalmente le erbe raccolte a mano in base alla stagionalità. Dal colore rosso intenso, viene oggi riproposto con la medesima ricetta degli anni ’50 e prodotto artigianalmente con ingredienti tradizionali. Bordiga propone da sempre una vasta gamma di prodotti vivaci e sempre di tendenza, come questo Bitter Verde. Un Bitter che coniuga un sapore unico e un aroma piacevole grazie alla sapiente miscelazione di erbe aromatiche rigorosamente selezionate. Un Bitter particolarmente erbaceo, creato selezionando e miscelando un mix di erbe alpine e altre varie ricercatezze botaniche. Fantastico con un tocco di soda e tanto ghiaccio per un aperitivo in questa calda estate. Sicuramente un prodotto che merita attenzione, soprattutto per le buone opportunità creative e di gusto che offre questo prodotto in miscelazione, va premiato il duro lavoro di Bordiga negli ultimi 5 anni per offrire ai professionisti del bar nuove ed importanti soluzioni al loro lavoro e va premiata la continua ricerca nel mondo degli amari e della liquoristica per offrire al mercato nuovi ed emozionanti prodotti fatti con artigianalità e passione.

4. BITTER BIANCO LUXARDO

Nasce da un sogno di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, quello che Amaro Obsession ritiene essere il prodotto più intelligente dell’anno. Il sognatore è uno dei personaggi più cool e più veri dell’Industry mondiale: Mr. Matteo Luxardo. Già nel portfolio Luxardo nei primi del 1900 a Zara dove l’azienda nasce nel 1821 da un’iniziativa del commerciante genovese Girolamo Luxardo. Arriva a Zara nel 1817 come console del Regno di Sardegna, dove apre con la moglie un negozio di merletti. Qui la moglie comincia a produrre un Maraschino casalingo da una vecchia ricetta monacale di un rosolio. Maraschino che diventerà poi il Maraschino più venduto al mondo grazie ad una ricetta modificata e migliorata rispetto al passato. Il Maraschino Luxardo è il primo Maraschino ad essere prodotto con una macerazione in due anni in botti di larice, dove le parti in causa sono per la prima volta anche il picciolo, il gambo, le foglie e i rami della pianta delle ciliegie marasche e ovviamente noccioli e polpa del frutto. Al termine della macerazione la parte solida è asciugata e distillata in un distillatore discontinuo per 4 ore, il prodotto finito viene lasciato riposare in botte per il restanti due anni fino alla commercializzazione in 88 paesi al mondo. Il Maraschino è meraviglioso in bocca e al naso dove i primi sentori sono erbacei e poi sale la marasca, questa complessità rende il Maraschino Luxardo il Maraschino perfetto per eccellenza. Matteo come il buon Girolamo ha una mente geniale e un grande spirito di osservazione, queste sue qualità hanno portato alla creazione di un nuovo Bitter Bianco diverso dal primo prodotto a Zara nel 1920. Il primo Bitter Bianco Luxardo era prodotto e imbottigliato dopo una lunga macerazione mentre l’attuale dopo una macerazione subisce una distillazione al termine della quale, per mantenere il sentore amaricante, è aggiunto dell’assenzio, la ragione per cui si procede in questa modalità è perché la distillazione porta via in parte la nota amara al liquido. La Luxardo usa un alcool di barbabietola in cui vengono lasciate in fusione erbe e botaniche amare incluse timo, arancia amara e rabarbaro. Il Bitter Bianco Luxardo è il primo Bitter Bianco venduto in America dove i prodotti Luxardo sono molto amati anche dalla comunità ebraica perché rispettosi delle regole Kosher. Qui il Bitter Bianco Luxardo sta lentamente sostituendo il Suze in una delle ricette più vendute in U.S.A.: il Negroni Bianco, dando al cocktail un gusto più vicino all’originale Negroni e liberandolo dal forte retrogusto di angelica.

3. BITTER NARDINI

Distilleria Nardini nata a Bassano del Grappa nel 1779, è la più antica distilleria d’Italia. Dietro le apparenze di azienda radicata alle proprie tradizioni però, la Distilleria Nardini, nasconde un’anima innovativa, promotrice delle avanguardie artistiche e delle novità legate al buon bere. Il Bitter Nardini rappresenta uno degli aperitivi agrodolci prodotti da Nardini, introdotto come alternativa a Campari nel lontano 1779. Deve la sua tonalità a Ponceau 4R, un azocomposto che rende il Nardini Amaro adatto ai vegetariani, a differenza dei prodotti colorati con altri ingredienti come la Cocciniglia. Gli altri ingredienti che ne completano la composizione sono le bucce di arancia dolce e amara, radice di rabarbaro cinese, genziana, vaniglia e assenzio romano. Intensamente agrumato, così tanto da avere la sensazione di trovarsi accanto ad una cassa di arance fresche, così come è possibile percepire, pepe, zucchero filato e vaniglia con sentori di oli essenziali di agrumi. In bocca marmellata di arancia amara. Non un classico BItter nella sua composizione, note vegetali ed erbacee, infine una strana dolcezza al palato ne fanno un prodotto che positivamente si allontana dal prototipo Campari, grande persistenza in bocca con una forte nota alcolica a metà degustazione. Un prodotto che va premiato per la sua diversità, storicità e accessibilità ai più diversi ed attuali consumatori con i loro limiti alimentari e allergici, perciò un prodotto antico, ma totalmente aperto e accessibile al nuovo.

Leggi l’intervista di Amaro Obsession al Dott. Antonio Guarda Nardini.

2. MARTINI RISERVA SPECIALE BITTER

Un’attesa novità, creazione dell’enologo e Master Blender Beppe Musso e il Master Herbalist Ivano Tonutti, i quali hanno di nuovo offerto le loro capacità per un improoving sul mercato di una completa gamma tutta dedicata all’aperitivo italiano, progetto partito due anni fa con i Vermouth Riserva Speciale Rubino e Riserva Speciale Ambrato. Il Bitter si propone, non a caso, come il loro “partner ideale”, frutto di una formula completamente nuova, ricca e complessa, alla base della quale c’è tutta l’expertise di Martini in fatto di distillazione e infusione. Colore naturale ambrato e rubino assicurato dalla cocciniglia e dalla nota brillante regalata dallo zafferano, note agrumate di arancia amara, note amare di angostura e calumba, note floreali e speziate di zafferano e rosa, il tocco dell’artemisia italiana: il Martini Riserva Speciale Bitter (gradazione alcolica 28,5%) colpisce per la densità dovuta a una generosa percentuale di zucchero per legare le parti aromatiche, la persistenza e la rotondità di un gusto amaro sofisticato e delicato ad un tempo. Finalmente un Bitter altamente qualitativo, accattivante e perfettamente bilanciato nelle note amare e vegetali, un prodotto di altissima qualità degno di questo Brand che merita una resurrezione ed un nuovo ciclo per non aver mai smesso di lavorare, sperimentare e crederci.

1. GAGLIARDO BITTER RADICALE EXTRA – DISTILLERIA SCHIAVO

Gagliardo è gagliardo di nome e di fatto. Un Bitter artigianale e decisamente amaro. Radicale, per certi versi. Lo si comincia a vedere sempre più spesso, nelle bottigliere dei cocktail bar. In un periodo storico dove l’arte della miscelazione sta trovando ampi spazi, e si stanno illuminando angoli caduti nella penombra (vedi l’eccellente lavoro sui vermouth italiani) mancava una proposta di Bitter Artigianale dai toni forti, eccolo: un Bitter vicentino dal suadente colore rosso cocciniglia, che all’assaggio è un uppercut a segno tra le papille gustative. Ad inventarlo, MarcoSchiavo, discendente di una famiglia storica della grappa veneta (la famiglia Schiavo) con sede a Costabissara, un folle genio, creativo ed esuberante con una mente sempre al lavoro, intervistato da Amaro Obsession qualche settimana fa.Marco in quell’occasione ci ha raccontato che questo Bitter è nato da una sfidacominciata due anni fa: fare un Bitter di lusso pensato per la miscelazione.

Carlo Gasparin mi ha dato l’idea; Giacomo Diamante, il gusto; Vito Lamanna, il nome. È stato un lungo sperimentare, perché non esisteva una ricetta, ma siamo partiti da una metodologia di lavoro completamente empirica. Siamo partiti dal cocktail, provando a miscelare prove su prove, fino al raggiungimento del nostro prodotto, che ben si presta alla costruzione dell’aperitivo italiano.

Si può gustare servito on the rocks con twist d’arancia, ma trova ampio uso nei classici della miscelazione italiana. Come nell’Americano o nel Negroni con l’accortezza di usare un po’ meno Bitter rispetto alla canonica dose uno a uno: può bastare un’oncia di Gagliardo Bitter Radicale Extra, per un’oncia e mezzo di Vermouth.

Proprio sull’Americano abbiamo fatto le maggiori prove. Volevamo ottenere un Bitterche contrastasse le note dolci e speziate del Vermouth e che allo stesso tempo apportasse la giusta astringenza, per aumentare la beva del cocktail.

Oggi premiamo la versione più Radicale: Gagliardo Bitter Radicale Extra in edizione limitata, potentissima, che Marco ha messo a punto giustamente capendo che i Bitters in commercio sono troppo dolci e che anche i marchi più famosi non rappresentano la caratteristica amara come dovrebbero. Dunque, per poter oggi creare un Cocktail Negroni come una volta e che possa accontentare tutti gli appassionati dell’originale aperitivo Bitter nasce il Gagliardo Bitter Radicale Extra, che sta per Extra Amaro con una quantità di zucchero minima che riporta alla mente vecchi sapori di inizio 1900, oramai dimenticati e soppiantati dalla dolcezza americana che tanto le aziende italiane seguono per vendere e piacere oltreoceano.

Leggi l’intervista di Amaro Obsession al Sig. Marco Schiavo.

 

Rubando la frase del bartender Massimo Stronati,

Italians do it Bitter!

 

 

Amaro Obsession

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