ANTONIO GUARDA – B.LO NARDINI

Salve Dott. Guarda! Innanzitutto la ringraziamo per il Suo tempo, abbiamo intervistato molti produttori italiani di spiriti, ma parlare con Lei è per Amaro Obsession un enorme onore e piacere. Lei rappresenta la Famiglia che come azienda ha dato vita al processo di distillazione nella società laica in Italia, sviluppandolo e perfezionandolo, fungendo così da battistrada ed esempio per tutti i distillatori nati in Italia dopo l’Azienda B.lo Nardini. Quanto è impegnativo avere sulle proprie spalle un tale merito e allo stesso tempo una tale responsabilità?

La B.lo Nardini è una distilleria familiare storica che ha segnato una svolta, sin dalla sua fondazione nel 1779, nel mondo della produzione della grappa. Significativo è stato il cambiamento, introdotto appunto dal nostro fondatore, da una produzione itinerante, in uso al tempo, ad una struttura stabile. Le generazioni che si sono succedute hanno tutte contribuito nel migliorare la qualità del prodotto e a incrementare l’assortimento dei liquori e distillati seguendo i trend del momento. Oggi, in settima generazione, io ed i miei tre cugini gestori della B.lo Nardini, abbiamo chiaramente avuto un beneficio dall’operato del passato e nel contempo sentiamo un forte obbligo morale, di poter assicurare la longevità aziendale per le future generazioni. Due facce della stessa medaglia!

 

Amaro Obsession vede in B.lo Nardini l’Azienda che meglio ha saputo investire nel “mondo amaro” con un portfolio prodotti impossibile da eguagliare in qualità e quantità. Quale tra Amaro, Bitter, Rosso, Mezzoemezzo, Fernet, Elixir di China e Rabarbaro dà all’Azienda maggiore soddisfazione? E quale tra questi soddisfa più il suo gusto?

Il mondo Amaro ha sempre fatto parte della nostra gamma di prodotti il più vecchio dei quali, nel mondo Amari, è sicuramente la China. E’ interessante constatare come l’influenza culturale nel bere incida nei vari mercati. Per esempio abbiamo fortissime soddisfazioni dall’Amaro negli Stati Uniti, dove peraltro abbiamo introdotto proprio questo mese il Bitter; il Rabarbaro ed il Bitter incontrano il gusto francese e pure inglese in maniera per noi inaspettata. Il Mezzoemezzo come pure il Rosso, sulla scia di Campari e Aperol, stanno crescendo esponenzialmente in Italia. Personalmente adoro il nostro Amaro.

 

In che modo Lei ama bere Amaro Nardini?

Amo Amaro Nardini on the rocks o in versione sour. D’estate anche miscelato con ginger beer.

 

Dott. Antonio, per primi avete creduto nel prodotto Amaro, sopratutto con le Vostre esportazioni all’estero, basti pensare che Amaro Nardini è stato una delle prime bottiglie ad arrivare negli US a contagiare il mondo del beverage statunitense con l’amaro-fobia, ci dica la verità, come avete fatto a prevedere con tanto anticipo il successo di questa categoria, quasi dimenticata in Italia, nei bars e nel gusto dei consumatori?

Devo confessare che il merito non è stato del tutto mio. Abbiamo avuto una grossa fortuna grazie ad una serie televisiva statunitense di fine anni novanta: I Sopranos. In più occasioni i personaggi richiedevano al ristorante un amaro, creando curiosità nel pubblico generale, essendo un programma seguitissimo. La fortuna ha voluto che fossimo appena entrati nel mercato e che la nostra formula dell’Amaro ha incontrato subito il gusto statunitense. La mia presenza sul mercato per spingere la vendita del prodotto ha in seguito aiutato a farlo conoscere.

 

Dottore, Lei è molto amato dal mondo del beverage italiano e internazionale, qual è il Suo rapporto con gli addetti ai lavori e quali tra loro rappresentano le posizioni che Lei considera più importanti nella filiera della Sua produzione?

Da dodici anni oramai sto portando avanti la proposta della grappa nel bere miscelato. Un progetto iniziato a Londra con la pubblicazione del Grappa Handbook (stiamo lavorando in questi giorni sulla seconda edizione) dove si spiega cos’è la grappa e come è prodotta ed interpretata da B.lo Nardini. L’idea era nata dalla poca e confusa conoscenza della grappa nei mercati internazionali. Avendo noi un portfolio di 26 prodotti abbiamo esteso la spiegazione a tutta la nostra gamma produttiva. La comunità dei barman londinesi ha accolto con grande entusiasmo il progetto creando dei cocktail a base di prodotti B.lo Nardini che sono appunto raccolti nel Grappa Handbook. La seconda edizione racchiuderà ricette di barman a livello globale e sarà pubblicata in più lingue. I barman, mixologists od osti che si vogliano chiamare, sono decisamente l’anello più importante nell’intera filiera in quanto è grazie a loro che il prodotto viene presentato al consumatore finale, creando mercato. E’ una categoria di professionisti che io adoro in quanto, oltre alla loro innata arte nel miscelare, hanno tutti una naturale umanità nel confronto dei clienti.

 

In quale modo la Sua innata creatività e intelligenza, Dott. Guarda, ha influito negli ultimi anni il mondo B.lo Nardini?

La mia più rilevante influenza nel mondo B.lo Nardini è stata quella appunto di sviluppare il rapporto con i barmen e presentare la grappa, tradizionalmente utilizzata liscia nel dopo pasto, come un ottimo ingrediente nel bere miscelato.

 

B.lo Nardini è un marchio importante coniato nel passato, esaltato nel presente e sempre pronto al futuro… Che cosa avete in progettazione? Può darci qualche anticipazione?

Il futuro di B.lo Nardini nel breve termine lo vedo ancora legato nell’ampliare la distribuzione della nostra intera gamma sia nel mercato domestico sia nei mercati internazionali. Nel medio/lungo periodo stiamo lavorando su un progetto di locali monomarca, il primo dei quali è stato aperto meno di un anno fa’, proprio qui a Bassano – Garage Nardini, dove presentare i nostri prodotti, lisci e miscelati, con un’enfasi anche al food, che sarà basato rigorosamente su prodotti stagionali veneti. B.lo Nardini e Veneto come mission comunicativa!

 

Come già detto, rappresenta l’Azienda Italiana che merita maggior rispetto per quello costruito dal 1779 ma, se dovesse guardarsi intorno, quale altra azienda Italiana Lei crede meriti la Vostra attenzione e la Vostra ammirazione?

Ci sono molte realtà italiane che ammiro, in più settori. Prediligo sempre le aziende familiari della tradizione che riescono a enfatizzare la cura e la passione nei prodotti finali. Nel nostro settore specifico, ammiro tutti gli amici di The Spirit of Italy, con i quali collaboriamo da anni e con i quali riusciamo a fare fronte comune nei mercati internazionali promuovendo il bere  tradizionale italiano.

 

 

Matteo Zed

Martina Proietti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *