LEONARDO VENA – AMARO LUCANO

Leonardo, sei la nuova leva nell’organico di Lucano 1894, presentati e descrivici com’è lavorare nell’azienda della tua famiglia.

Mi chiamo Leonardo Vena, ho 34 anni e in questo momento ricopro il ruolo di Amministratore Delegato, con compiti relativi alla parte commerciale e marketing, dell’azienda della mia famiglia: Lucano 1894. Ho seguito un percorso di studi economici presso l’Università Bocconi di Milano e ho continuato la mia formazione accumulando esperienze lavorative e di studio sia all’estero, per esempio negli Stati Uniti e in Repubblica Ceca, sia in Italia. Ho collaborato con un’azienda alimentare italiana, quindi mi sono avvicinato, già dal periodo di studio, a un settore che fosse molto simile a quello dell’impresa della mia famiglia. La formazione che ho conseguito è frutto di regole familiari; noi figli dobbiamo seguire determinati studi e fare esperienze lavorative al di fuori della Lucano 1894. Quando sono entrato a far parte dell’azienda, insieme a mio fratello Francesco, ho lavorato dapprima nel settore marketing, poi in quello commerciale fino ad avere varie responsabilità e a diventare Amministratore Delegato. Lavorare nell’azienda della mia famiglia, in cui ogni membro con determinati compiti e ovviamente storie e formazione diverse, è una bella esperienza sotto tanti aspetti, la professione e la vita personale si accavallano, quindi non si distingue mai dove inizia il lavoro, dove finisce la famiglia, quando c’è una semplice riunione aziendale, o un pranzo con i parenti. Dico sempre che è anche molto difficile, però la cosa fondamentale è che si rispettino determinate regole, che ognuno si occupi di cose diverse, ma soprattutto è essenziale riuscire ad andare d’accordo sulle cose importanti. Laddove non si riuscisse a essere concordi, quand’è necessario, bisogna fare dei passi indietro, essere aperti al ragionamento e al confronto, perché, diciamolo, nessuno ha in mano la verità!

 

Ci puoi raccontare brevemente la storia di Amaro Lucano?

L’azienda è stata fondata dal mio bisnonno, Pasquale Vena. Era un pasticciere. Assieme ai suoi numerosi fratelli, andati via dal loro paese d’origine, Pisticci (Matera, Basilicata), volevano imbarcarsi in direzione delle Americhe, poi, fortunatamente, qualcuno è partito ma non il mio bisnonno Pasquale. Ha fatto il garzone presso un’importante pasticceria napoletana, dove ha iniziato a venire a contatto e a sviluppare una profonda conoscenza delle erbe e delle botaniche. Tornato a Pisticci, ha dato vita ad un laboratorio-pasticceria e ha iniziato a produrre dei liquori. Il portfolio prodotti includeva molti spiriti, quello che ha avuto più successo è stato proprio l’Amaro Lucano così come lo conosciamo. L’Amaro Lucano nasce come prodotto medicinale con una produzione limitata per amici e parenti. Pian piano la produzione, grazie al successo dei liquori di Pasquale, si è allargata e con lui hanno iniziato a lavorare i suoi due figli più grandi (mio nonno e suo fratello) con compiti diversi. L’escalation delle vendite si è avuta prima negli anni Sessanta, grazie alle attività pubblicitarie e alla partecipazione nelle diverse fiere, e poi negli anni Settanta e Ottanta grazie alla TV e all’introduzione di altri prodotti. Negli anni Novanta l’azienda è passata sotto la direzione di mio padre Pasquale che si è concentrato sull’espansione del marchio soprattutto in Italia. Ora la gestione di Lucano 1894 è in mano alla nuova generazione, quindi a me e a mio fratello Francesco.

 

Hai qualche simpatico aneddoto che riguarda l’azienda Lucano 1894, da svelarci?

Cose simpatiche ne succedono sempre! Ovviamente gli aneddoti sono tantissimi e legati ad altrettante persone che sono passate per l’azienda. Vi racconto un aneddoto legato personalmente a me e a mio fratello. Ora sono il responsabile di quest’azienda, ma mi ricordo che da bambini, io e mio fratello, andavamo nella sede di Lucano 1894 di Pisticci e ci divertivamo tra le scrivanie, sotto i tavolini, e giocavamo a calcio usando i cartoni per le bottiglie per delimitare le porte. Non capivamo che fosse un ambiente lavorativo, ci svagavamo a rincorrerci in quella che pensavamo fosse un’estensione della nostra casa. Ecco perché è tuttora difficile essere il responsabile anche di persone che mi hanno visto crescere.

 

Qual è il tuo primo ricordo legato a Lucano 1894?

Il primo ricordo legato a Lucano 1894 forse risale al 1994, anno in cui l’azienda compiva 100 anni. Io avevo dieci anni e mi ricordo che ci fu questa grande festa, capivo che era una manifestazione importante ma sinceramente ancora non mi rendevo conto di cosa significasse. Ci sono addirittura delle foto che mi ritraggono anche un po’ seccato! Naturalmente i bambini si annoiano a queste feste un po’impostate. Questo, possiamo dire, è il mio primo ricordo legato a qualcosa di ufficiale all’interno dell’azienda.

 

L’economia del Mezzogiorno ha subito una forte recessione fino al 2016, anno in cui ha consolidato la ripresa registrando alte performance. La vostra azienda è sempre riuscita bene nella sua impresa, anche nei momenti di più difficoltà per il resto dell’Italia meridionale. Hai qualche consiglio da dare alle nuove startup che si vogliono inserire nel vostro settore?

Sicuramente il consiglio è di non mollare mai, senza dubbio. Dedicarsi con molta pazienza, sacrificio e impegno perché nulla arriva cadendo dall’alto, sembra una banalità ma è proprio quello che mi è stato insegnato dalla mia famiglia. In un periodo come questo in cui il mercato è sempre più competitivo, ci sono sempre più players, un consiglio è di provarci, di non buttarsi giù dopo i primi fallimenti. I nostri competitors sono grandi multinazionali, quindi non è facile per noi resistere, ma bisogna impegnarsi e soprattutto bisogna studiare tanto, non fermarsi mai di raccogliere informazioni riguardo al mercato e alle nuove tendenze. Non sono il primo a dirlo e non sarò neanche l’ultimo, ma è effettivamente così. È un business, questo, in cui è necessario essere preparati, guardare a quello che succede nelle nuove generazioni per non rischiare di rimanere esclusi dal mercato.

 

Le bottiglie di Amaro Lucano sono distribuite in tutto il mondo. Dov’è che il vostro prodotto di punta trova più riscontri positivi?

Sicuramente l’Italia è il primo mercato, perché storicamente è quello dove il mondo dell’amaro incontra la cultura del dopo pasto, quindi è dove siamo più forti, simile anche alla Germania. Stiamo crescendo in altre nazioni come Stati Uniti, Inghilterra e anche un po’ in Cina, in cui, invece, il nostro prodotto è proposto dai bartenders come ingrediente per tantissime ricette di cocktails.

 

Tu, Leonardo, viaggi spesso e conosci molti addetti ai lavori. Come sono i tuoi rapporti con i bartenders?

Considero i bartenders miei colleghi. Dico sempre “noi siamo da una parte della filiera, voi dall’altra ed è grazie a voi che il prodotto consegue successo”. Li ritengo, quindi, importanti non solo dal punto di vista del marketing ma anche nell’aiuto che possono darmi nell’eventuale miglioramento dei prodotti perché sono loro gli esperti.

 

Che cosa pensi dell’avvicinamento da parte dei mixologist al mondo dell’amaro?

È sicuramente una tendenza molto interessante perché l’amaro è un prodotto complesso, di grande qualità, fatto con erbe e botaniche, provenienti da tutto il mondo, che deriva da una lunga tradizione della liquoristica italiana. Già di per sé, se vogliamo, l’amaro è un cocktail perché è un mix di moltissimi ingredienti e questa attuale corrente della mixology ha fatto sì che i prodotti amari abbiano avuto una forte visibilità. Parlando di Amaro Lucano i bartenders lo utilizzano come bitter nei cocktails aperitivi, ma viene anche usato nelle ricette di drinks after-dinner. Dal Negroni, all’Americano, fino al Manhattan. Le erbe all’interno di Amaro Lucano sono di natura sia aperitiva, quindi creano le condizioni ottimali per iniziare il pasto, sia digestiva, stimolano la secrezione dei succhi gastrici aiutando le fasi della digestione. Il fatto che i bartenders stiano utilizzando il nostro prodotto nei loro mix, oltre a renderlo più cool dal lato del marketing e farlo apprezzare alle nuove generazioni, è sicuramente un motivo di orgoglio per l’azienda, perché significa che ne è stata riconosciuta la grande qualità.

 

Qual è il cocktail che ti piacerebbe trovare in ogni cocktail bar del mondo che ti vede come cliente?

Io sono molto amante del Cocktail Negroni che bevo con, ovviamente, Amaro Lucano al posto del bitter. Adoro bere il Negroni come aperitivo in un grande bicchiere, con un buon vermouth, l’Amaro Lucano, che gli dà quei sentori un po’ agrumati, un gin secco, un grande cubo di ghiaccio e una finissima scorza di arancia. Questo è il mio drink preferito.

 

Infine, la domanda più scomoda. Ami più Lucano 1894 o la Juventus?

Effettivamente questa domanda è molto scomoda. Io seguo la mia squadra ovunque, anche in trasferta, è proprio la mia passione. È difficile rispondere. Entrambe mi fanno gioire e ogni tanto arrabbiare. Possiamo dire che una è la moglie e l’altra è l’amante, non dico qual è l’una e qual è l’altra, non riesco!

 

 

Martina Proietti

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