AMARO PARTIGIANO

L’Amaro della Resistenza che salva i posti di lavoro

Oggi è 25 Aprile e Amaro Obsession, pur essendo lontana anni luce dalle battaglie politiche storiche e non, vuole augurarvi di festeggiare la festa della Resistenza con un bicchierino di Amaro Partigiano.

Un prodotto che non solo vuole ricordare un momento politico storico Italiano, ma un esempio di progetto “sociale di autoproduzione e di creazione di lavoro etico”. Eggià perché l’Amaro Partigiano nasce dall’incontro tra Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS) e Ri-Maflow di Trezzano sul Naviglio (MI) che nel gennaio 2017 sono arrivati alla decisione congiunta  di lanciare  una campagna crowd funding sulla piattaforma www.produzionidalbasso.com per la creazione a Rimaflow di un liquorificio sociale e per la produzione della prima ufficiale tiratura di bottiglie dell’amaro.

Il liquorificio servirà a creare posti di lavoro all’interno della fabbrica abbandonata dal padrone e recuperata in forma autogestita dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici. E questa struttura sarà sociale, in altre parole la sua funzione sarà anche quella di promuovere la sovranità alimentare: permettere alle realtà militanti di appoggiarsi in futuro al laboratorio per produrre i propri liquori e destinare il ricavato per il sostegno e l’autofinanziamento alle lotte e alle reti conflittuali nell’ambito della costruzione di alternative al sistema di produzione corrente.

Il gusto di Amaro Partigiano è davvero unico ed è il risultato di un’accurata selezione di 9 ingredienti ispirati alla vita nei boschi della Lunigiana durante la Resistenza. Sono stati utilizzati soltanto ingredienti naturali raccolti dai volontari. La versione “beta” di Amaro Partigiano sta ottenendo un grande successo e abbiamo sperimentato che per esaltare il gusto dell’amaro lo si può servire anche ghiacciato, conservandolo in congelatore a -20°.

L’ingrediente che caratterizza questa ricetta sono le castagne, il “pane” dei Partigiani. Sono state raccolte per la prima produzione i intorno al Museo della Resistenza, con l’aiuto dei bambini delle primarie di Marina di Carrara e Castelnuovo Magra e poi sono state portate a essiccare per quaranta giorni al canniccio di Noceto, sopra Carrara, proprio come si faceva una volta.

E’ stato un grande successo. In Italia e non solo. Il prodotto è stato promosso in tutta Europa e così sono arrivate richieste da Grecia, Spagna, Francia e Croazia. Alla fine l’Amaro Partigiano è volato anche oltre oceano, addirittura in Argentina.

 

Matteo Zed

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *